ST in V1-V2 e coronarie principali indenni:
la firma del ramo del cono

Elisa Soranzo, Rocco Andrico, Gianfranco Sinagra

Dipartimento Cardiotoracovascolare, Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina - ASUGI e Università degli Studi, Trieste

Diagnosi ECG?

1. STEMI antero-settale

2. STEMI del ramo del cono

3. STEMI del ventricolo destro

4. Ripolarizzazione precoce

Descrizione del caso

Uomo di 78 anni con fattori di rischio cardiovascolare e nota fibrillazione atriale parossistica accede in Pronto Soccorso per angor tipico da 30 minuti. Troponina in corso.

Descrizione dell’ECG

Ritmo sinusale 74 b/min, significativo sopraslivellamento del tratto ST con concavità inferiore in V1-V3 e minimo in V4-V6 e nelle derivazioni inferiori con concavità superiore in assenza di specularità.




Discussione

La coronarografia eseguita in emergenza ha evidenziato l’occlusione del ramo del cono (CB) dalla coronaria destra di verosimile origine embolica. In letteratura, l’infarto miocardico acuto isolato del ventricolo destro conseguente all’occlusione del CB rappresenta una condizione estremamente rara con una prevalenza stimata inferiore all’1-2% di tutti gli STEMI. Anatomicamente, il CB origina nella maggior parte dei casi dal tratto prossimale della coronaria destra e fornisce irrorazione al tratto di efflusso del ventricolo destro e alla porzione basale del setto interventricolare insieme ai rami settali della discendente anteriore. L’eziologia dell’occlusione è prevalentemente aterotrombotica, meno frequenti le cause non aterosclerotiche (embolia coronarica, vasospasmo o complicanze iatrogene). L’ECG è tipicamente caratterizzato da un sopraslivellamento del tratto ST in V1-V3 e nelle derivazioni destre in assenza di alterazioni significative in V4-V6 o di specularità inferiore. Tale pattern può simulare uno STEMI antero-settale in considerazione della duplice vascolarizzazione del setto interventricolare basale. La prognosi è generalmente favorevole data la ridotta area di miocardio sottesa alla sua vascolarizzazione. Nella maggior parte dei casi la funzione ventricolare destra tende a normalizzarsi entro pochi giorni dalla riperfusione coronarica.