Raccomandazioni di buona pratica clinico-assistenziale su diagnosi e cura delle sindromi coronariche acute

Le sindromi coronariche acute (SCA) continuano a rappresentare una delle principali problematiche della cardiologia moderna e della sanità pubblica. Notevoli sono stati i progressi ottenuti negli ultimi anni nella prevenzione cardiovascolare, nell’organizzazione di reti efficienti che garantiscono diagnosi e trattamenti tempestivi, nelle tecniche di rivascolarizzazione e nelle terapie farmacologiche. Le SCA, tuttavia, si associano ancora oggi ad un’elevata incidenza di mortalità e disabilità con un impatto rilevante in termini di risorse sanitarie impiegate. In questo scenario, assicurare appropriatezza e qualità dell’assistenza clinica nonché uniformità organizzativa costituisce una priorità per il nostro Servizio Sanitario Nazionale.

In tale contesto assume particolare rilevanza il percorso che ha portato alla realizzazione delle raccomandazioni di buona pratica clinico-assistenziale (RBPCA) dedicate alla diagnosi e al trattamento delle SCA, sviluppate in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) a seguito della Legge 24/2017. La decisione dell’ISS di affidare all’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO) il coordinamento scientifico del progetto rappresenta un importante riconoscimento del ruolo che la società scientifica ha consolidato nel tempo nel panorama cardiovascolare italiano. Per la prima volta nel nostro Paese, infatti, una società scientifica cardiologica ha partecipato direttamente, insieme all’ISS, alla costruzione di un documento nazionale consensus-based secondo il framework metodologico previsto per le RBPCA. Si tratta di un passaggio significativo sotto il profilo istituzionale e culturale, che conferma ANMCO come interlocutore autorevole e affidabile nel dialogo con le istituzioni sanitarie, capace di integrare rigore metodologico, esperienza clinica e visione organizzativa.

Uno degli aspetti più rilevanti del progetto è stato il suo carattere multidisciplinare ed inclusivo. Hanno infatti contribuito ai lavori circa 35 società scientifiche, insieme a professionisti appartenenti a diverse discipline, metodologi, stakeholder e rappresentanti dei cittadini, dando vita a un’esperienza di collaborazione senza precedenti nel settore cardiovascolare italiano. Questo approccio ha favorito il superamento di visioni frammentate, promuovendo una maggiore integrazione tra competenze differenti, con la finalità di adattare le evidenze scientifiche alla complessità della pratica clinica reale.

Le RBPCA non si limitano quindi a recepire le linee guida internazionali, ma costituiscono un esercizio concreto di adattamento di tali raccomandazioni al contesto italiano. Partendo dalle più recenti linee guida della Società Europea di Cardiologia, il gruppo di lavoro ha affrontato numerose aree caratterizzate da incertezza clinica e organizzativa, nelle quali le evidenze disponibili risultano incomplete, controverse oppure difficilmente applicabili in maniera uniforme sul territorio nazionale.

I sedici quesiti discussi durante la Conferenza di Consenso riflettono la volontà di confrontarsi con problematiche concrete della pratica quotidiana: dall’impiego dell’imaging nei percorsi diagnostici alla gestione del paziente anziano fragile, dal ruolo dell’imaging intracoronarico alla gestione dello shock cardiogeno, fino alla trombolisi nelle aree remote e alla definizione dei livelli assistenziali dopo la riperfusione. Temi che incidono direttamente sull’appropriatezza delle cure, sulla sostenibilità organizzativa e sugli esiti clinici.

Anche la metodologia adottata rappresenta un elemento qualificante del progetto. La scelta della Consensus Conference, in linea con il Manuale metodologico ISS per le RBPCA consensus-based, ha garantito un processo trasparente, strutturato e rigoroso, capace di integrare evidenze scientifiche, esperienza professionale e differenti realtà organizzative. Il raggiungimento del consenso già alla prima votazione per la quasi totalità delle raccomandazioni testimonia sia la qualità del lavoro preparatorio sia il livello di maturità scientifica raggiunto dalla comunità cardiologica italiana.

Nel corso degli anni ANMCO ha contribuito in maniera significativa allo sviluppo della cardiologia italiana attraverso registri clinici, ricerca indipendente, formazione continua e promozione della cultura dell’appropriatezza. Con queste RBPCA compie un ulteriore passo avanti, assumendo un ruolo centrale anche nella definizione degli standard nazionali di buona pratica clinico-assistenziale.

Questo progetto dimostra inoltre la capacità di ANMCO di esercitare una leadership moderna e orientata al sistema sanitario nel suo complesso. Una leadership che si esprime non solo attraverso la produzione scientifica e la formazione, ma anche nella capacità di costruire reti professionali, promuovere collaborazioni e dialogare efficacemente con le istituzioni sanitarie.

ANMCO ha avuto il merito di guidare questo processo, assumendo un ruolo di riferimento per l’intera comunità cardiovascolare nazionale. Un risultato che valorizza non soltanto la società scientifica, ma l’intera cardiologia italiana, confermando la capacità del nostro Paese di sviluppare modelli avanzati di governance clinica basati su evidenze scientifiche, multidisciplinarità e collaborazione istituzionale.

La collaborazione tra ISS e ANMCO rappresenta quindi un esempio virtuoso di integrazione tra istituzioni e società scientifiche. In un contesto caratterizzato da crescente complessità clinica, rapida evoluzione tecnologica ed esigenze di sostenibilità, il sistema sanitario necessita di società scientifiche solide, indipendenti e metodologicamente rigorose, in grado di produrre conoscenze applicabili e supportare i processi decisionali.

Le RBPCA non rappresentano un punto di arrivo, ma l’avvio di un percorso destinato a evolversi nel tempo. La loro implementazione, diffusione e revisione periodica saranno essenziali per tradurre le raccomandazioni in un miglioramento concreto della pratica clinica. Sarà quindi fondamentale continuare a investire nella formazione, nel monitoraggio degli indicatori di qualità e nello sviluppo di reti cliniche sempre più integrate ed efficienti.

Massimo Grimaldi

Presidente ANMCO

Leonardo De Luca

Chair delle RBPCA sulle Sindromi Coronariche Acute

Fabrizio Oliva

Co-Chair delle RBPCA sulle Sindromi Coronariche Acute