In questo numero

editoriale

Dall’intervento cardiochirurgico pediatrico all’era della cronicità: la gestione delle ACHD

L’evoluzione delle terapie ha aumentato la sopravvivenza delle cardiopatie congenite dell’adulto (ACHD), rendendo gli ex pazienti pediatrici dei pazienti adulti affetti da condizioni croniche complesse. In questo editoriale, Gabriele Egidy Assenza et al. confrontano le nuove linee guida AHA/ACC 2025 con quelle ESC 2020, evidenziandone le principali differenze. Le novità riguardano una nuova classificazione anatomo-fisiologica che integra struttura e stato clinico, l’impiego dei nuovi farmaci per lo scompenso cardiaco, la gestione dei casi con circolazione di Fontan, oltre all’attenzione alla salute mentale e alla multidisciplinarità delle cure. Il modello americano è più flessibile e organizzativo, mentre quello europeo resta più prudente e basato su evidenze consolidate. In Italia esistono centri di eccellenza, ma persistono criticità organizzative al fine di creare una rete uniforme per la gestione delle ACHD. •

questioni aperte

Statistica e stocastica medica

“Stocastica” è un termine che indica che alcuni eventi, positivi o negativi che siano, possono avvenire per caso, imprevedibilmente, e pertanto non in misura strettamente determinata e prevedibile, seppure mantenendo sempre una certa relazione con eventuali fattori di rischio per tali eventi. Franco Cosmi et al. presentano un’interessante revisione sul rapporto tra statistica tradizionale e stocastica applicate in Medicina. Si tratta di considerazioni importanti anche perché, come è noto, il paziente “medio” che ci capita di visitare tutti i giorni è spesso diverso, per caratteristiche cliniche e fattori di rischio complessivi, dai pazienti arruolati nei trial clinici importanti che, contribuendo alla scrittura delle linee guida, formano la base per le indicazioni su cosa dovremmo fare in questi pazienti nella pratica clinica. Come gli autori concludono, le decisioni del medico sono statistiche in termini di probabilità per popolazione, e stocastiche per la casualità dell’evento nel singolo paziente. •

dieci quesiti in tema di...

Pericardite ricorrente o incessante: questioni pratiche per la gestione clinica

La pericardite ricorrente rappresenta la complicanza più impegnativa della pericardite acuta, con un impatto rilevante sulla qualità di vita. In questo manoscritto, Massimo Imazio et al. affrontano dieci quesiti clinici rilevanti per l’inquadramento e il trattamento delle forme di pericardite ricorrenti o incessanti, con l’obiettivo di tradurre le raccomandazioni delle più recenti linee guida europee nella pratica clinica quotidiana. In particolare, vengono discussi definizione, criteri diagnostici, il ruolo dei marker infiammatori e dell’imaging multimodale, nonché gli elementi utili per distinguere le forme idiopatiche da quelle secondarie. Ampio spazio è dedicato anche alle strategie terapeutiche, all’impiego di farmaci antinfiammatori e della colchicina fino alla gestione dei casi steroido-dipendenti o refrattari. In questo contesto, gli inibitori dell’interleuchina-1 rappresentano una nuova opzione efficace nei pazienti con fenotipo infiammatorio. Una gestione strutturata e personalizzata è fondamentale per ridurre il rischio di recidive e migliorare gli outcome a lungo termine di questi pazienti. •

intelligenza artificiale

L’aritmologia nell’era dell’intelligenza artificiale

Nella loro rassegna, Raffaele De Lucia et al. descrivono come l’intelligenza artificiale (IA) stia trasformando l’aritmologia lungo tutto il percorso clinico, dalla diagnosi al trattamento e al follow-up. Gli algoritmi di machine learning e deep learning hanno già dimostrato la capacità di identificare fibrillazione atriale occulta da ECG in ritmo sinusale, migliorare la stratificazione del rischio di morte cardiaca improvvisa e supportare la selezione dei candidati ad impianto di defibrillatore cardiaco e/o terapia di resincronizzazione cardiaca. L’IA trova inoltre applicazione nella pianificazione delle procedure ablative, nell’analisi dei dati provenienti dai dispositivi impiantabili e nel monitoraggio remoto dei pazienti. Particolarmente sfidante è la prospettiva dei digital twin, ovvero modelli virtuali personalizzati del cuore in grado di simulare scenari clinici e terapeutici. Infine, gli autori sottolineano la necessità di studi prospettici e trial randomizzati per confermare l’impatto dell’IA sugli outcome clinici e favorirne l’integrazione nella pratica quotidiana. •

rassegne

Malattia di Kawasaki: nuove indicazioni e implicazioni per il cardiologo dell’adulto

Il lavoro di Giuseppe Calcaterra et al. riassume il recente aggiornamento dell’American Heart Association su diagnosi e gestione della malattia di Kawasaki (MK), ovvero una vasculite sistemica febbrile tipica dei soggetti con età <5 anni e principale causa di cardiopatia acquisita nei paesi sviluppati. In assenza di trattamento, circa un quarto dei pazienti può sviluppare ectasie o aneurismi coronarici, prevenibili con diagnosi e terapia precoci. La diagnosi è prettamente clinica, includendo forme incomplete ad alto rischio, specie nei lattanti. L’ecocardiografia con Z-score coronarici è il cardine per la stratificazione del rischio e il follow-up; l’imaging avanzato può essere utile nella gestione dei casi complessi e la valutazione dell’ischemia miocardica. Gli autori forniscono utili approfondimenti sulla gestione terapeutica che si basa fondamentalmente su farmaci ad azione immunosoppressiva e antitrombotica. Forte enfasi, infine, è posta sulla necessità di una transizione strutturata verso la cardiologia dell’adulto, fondamentale per la prevenzione delle complicanze a lungo termine. •

Ranolazina, un’opzione terapeutica tutta da scoprire

Attualmente sono disponibili diversi agenti terapeutici per il trattamento dei sintomi anginosi, tra questi è inclusa la ranolazina. La rassegna di Stefania Angela Di Fusco et al. riporta brevemente le evidenze cliniche che supportano l’uso di questo farmaco nei pazienti con angina refrattaria. Al fianco di questa indicazione ben consolidata, il lavoro esamina i dati derivati dalla ricerca di base e da studi clinici preliminari che suggeriscono molteplici ulteriori potenzialità terapeutiche. Nel manoscritto vengono descritti i meccanismi fisiopatologici alla base di effetti antiaritmici emersi in studi pre-clinici e clinici. Altro potenziale campo d’impiego esaminato è la cardio-oncologia. Vi sono, infatti, evidenze che la ranolazina possa avere un effetto cardioprotettivo in pazienti trattati con farmaci cardiotossici. Ulteriori ambiti clinici di potenziale impiego discussi nel lavoro sono il diabete mellito e le malattie neurologiche. •

studio osservazionale

Acido bempedoico nella pratica reale

Lo studio MILOS è uno studio europeo, prospettico e osservazionale che ha valutato l’efficacia e la sicurezza dell’acido bempedoico, da solo o in associazione con ezetimibe, nella pratica clinica reale. Antonina Giammanco et al. presentano qui l’analisi ad interim sugli 855 pazienti italiani con ipercolesterolemia o dislipidemia mista seguiti per 8 settimane. L’età media era di 66 anni, con alta prevalenza di rischio cardiovascolare elevato o molto elevato. Dopo circa 2 mesi di trattamento (n=445 con acido bempedoico; n=410 con acido bempedoico + ezetimibe; 33.1% non assumeva alcuna terapia ipolipemizzante all’inizio dello studio) si è osservata una riduzione media del colesterolo LDL del 22.6%, con un aumento significativo dei pazienti che hanno raggiunto i target terapeutici (dal 7.1% al 37.2%). Il beneficio è risultato evidente anche nei soggetti a rischio molto alto. Il trattamento è stato generalmente ben tollerato, con pochi eventi avversi (4.3%) e nessun nuovo segnale di sicurezza. I risultati confermano l’efficacia dell’acido bempedoico nella pratica clinica reale, suggerendone l’uso per migliorare il controllo del colesterolo LDL. •

position paper

Cardiologia e sostenibilità ambientale

In questo documento Simona Giubilato et al. evidenziano come la sostenibilità ambientale rappresenti una priorità crescente per la cardiologia data la stretta connessione tra salute umana e planetaria. Il settore sanitario è responsabile del 4-5% delle emissioni globali di gas serra e la cardiologia contribuisce in modo rilevante per l’elevato impiego di risorse diagnostiche ed energetiche. Parallelamente, inquinamento atmosferico, temperature estreme e contaminanti emergenti aumentano il rischio cardiovascolare attraverso stress ossidativo, infiammazione e aterosclerosi. Le strategie di cardiologia sostenibile includono riduzione delle emissioni, economia circolare, appropriatezza prescrittiva, preferenza per metodiche diagnostiche a minore impatto ambientale e sviluppo della telemedicina. La prevenzione primaria rappresenta una strategia efficace per ridurre sia il carico di malattia sia la necessità di cure ad alta intensità emissiva. Questo documento intende offrire una visione bidirezionale del problema, promuovendo una maggiore consapevolezza tra i professionisti sanitari e favorendo attraverso proposte concrete una pratica cardiologica sempre più green. •

imaging integrato
online only

Un’unica origine, molte possibilità diagnostiche: il contributo cruciale dell’imaging multimodale

Partendo dal sospetto clinico e dall’ECG, vengono utilizzate in modo sequenziale diverse metodiche di imaging cardiovascolare, evidenziando per ciascuna di esse i pro, i contro e il valore aggiunto nello specifico caso clinico, fino a giungere alla diagnosi corretta e al trattamento più appropriato. •