TERAPIA INTENSIVA CARDIOVASCOLARE




Seconda edizione – a cura di Andrea Farina e Stefano Savonitto

Roma: Il Pensiero Scientifico Editore; 2026.

A distanza di 6 anni dalla prima edizione Andrea Farina e Stefano Savonitto hanno portato a termine l’impresa della seconda edizione del volume “Terapia intensiva cardiovascolare” con la collaborazione dei cardiologi intensivisti dell’ospedale Alessandro Manzoni di Lecco. Il testo, rispetto alla precedente edizione, contiene una decina di nuovi capitoli e un’informazione aggiornatissima testimoniata da un 40% di voci bibliografiche nuove.

Nonostante siano ormai trascorsi circa 60 anni dall’avvento delle unità di terapia intensiva cardiologica (UTIC) in Italia, l’importanza di una formazione e di un ruolo specifico del cardiologo intensivista è stata riconosciuta solo in anni recenti, a differenza di quello che è avvenuto per altre sottospecialità della cardiologia. L’interesse per la cardiologia dell’area critica è notevolmente cresciuta negli anni anche grazie all’impegno delle società scientifiche cardiologiche, in particolare dell’ANMCO che ha investito in formazione con l’organizzazione di corsi di clinical competence per il cardiologo dell’UTIC già 20 anni fa durante la mia presidenza ANMCO all’inizio degli anni 2000, e con grande impegno negli ultimi anni attraverso la realizzazione della conferenza annuale del club delle UTIC giunta alla quinta edizione e di webinar, rassegne nel Giornale e position paper. Mancavano tuttavia in Italia testi dedicati per la formazione del cardiologo intensivista, un “unmet need” ampiamente colmato da questo bellissimo testo.

Le UTIC continuano a rappresentare il core delle cardiologie con una dotazione di posti letto che, nonostante il pesante sottofinanziamento del Servizio Sanitario Nazionale degli ultimi 15 anni, non è andata incontro a ridimensionamenti significativi; la dotazione per regioni e macroaree risulta inoltre complessivamente omogenea. La transizione epidemiologica ha portato invece alla trasformazione delle UTIC da unità di terapia intensiva coronarica a unità di terapia intensiva cardiologica, imponendo al cardiologo intensivista competenze nuove, quali la gestione di insufficienza respiratoria, insufficienza renale e sepsi, condizioni patologiche alle quali il volume dedica ampi capitoli.

La corretta gestione del cardiopatico acuto parte dal territorio e il primo capitolo del libro è appropriatamente dedicato alla gestione pre-ospedaliera delle emergenze cardiologiche e alle indicazioni al ricovero in UTIC. Segue una dettagliata trattazione delle principali sindromi cliniche, arricchita da nuovi capitoli non presenti nella precedente edizione, dedicati alle complicanze meccaniche dell’infarto, miocarditi, emergenze ipertensive, emergenze in gravidanza, sindrome post-arresto cardiaco. Anche il monitoraggio non invasivo e invasivo del paziente ricoverato in UTIC, variabile in funzione della gravità e complessità clinica, è oggetto di un’esauriente trattazione. Ampiamente aggiornati alla luce dei trial clinici più recenti sono i capitoli relativi alla terapia medica, non solo cardiologica ma che includono anche la terapia antibiotica, la sedazione, la nutrizione clinica e il controllo glicemico che devono entrare a far parte del bagaglio di clinical competence del cardiologo dell’UTIC.

Per quanto riguarda le procedure sono presenti tre capitoli nuovi su biopsia endomiocardica, blocco percutaneo del ganglio stellato per il trattamento dello storm aritmico e monitoraggio e gestione post-trattamento percutaneo delle valvulopatie. Un capitolo finale è dedicato al fine vita e alle cure palliative che il cardiologo deve imparare a gestire con la collaborazione del palliativista.

Tutti gli argomenti sono trattati con un taglio pratico che rende questo volume di grande utilità non solo per il cardiologo dell’UTIC, indipendentemente dal livello di complessità, ma anche per chi svolge turni di guardia in UTIC e per il medico di Pronto Soccorso. È un libro tutto da leggere ma anche da tenere per consultazione sulla scrivania in ospedale e gli autori vanno ringraziati per questo nuovo importante contributo a favore della comunità cardiologica nazionale.

Giuseppe Di Pasquale

Editor, Giornale Italiano di Cardiologia

e-mail: g.dipa@libero.it