Nasce la Family GIC dei Casi Clinici

Giuseppe Di Pasquale

Editor, Giornale Italiano di Cardiologia

Con questo numero il Giornale Italiano di Cardiologia inaugura una nuova iniziativa editoriale: la Family GIC dedicata ai Casi Clinici. È prevista la pubblicazione di quattro numeri l’anno, ciascuno contenente quattro casi clinici, pubblicati come Supplementi del Giornale indicizzati in PubMed.

Il progetto, favorevolmente accolto dai Presidenti di ANMCO, SIC, IFC e SICCH, nasce dalla volontà di ampliare lo spazio editoriale per la pubblicazione degli articoli, ma al tempo stesso di valorizzare uno degli strumenti più efficaci della formazione cardiologica: il racconto strutturato dell’esperienza clinica. I casi clinici vengono spesso considerati articoli minori, ma in realtà rappresentano il punto di incontro tra linee guida e realtà assistenziale, tra sapere teorico e decisione terapeutica nel singolo paziente.

La policy di pubblicazione dei casi clinici nelle principali riviste mediche è andata incontro a importanti cambiamenti nel tempo e lo spazio riservato ai casi clinici nelle riviste si è progressivamente ridotto nelle ultime decadi1. Nell’arco dei 30 anni dal 1946 al 1976 la percentuale di casi clinici pubblicati in tre riviste in lingua inglese ad ampia diffusione (JAMA, Lancet, New England Journal of Medicine) era intorno al 38% senza variazioni significative negli anni2, mentre un progressivo declino si è verificato a partire dalla fine degli anni ’70 e negli anni ’80 lo spazio per i casi clinici è diventato marginale e gli Editor di diverse riviste scientifiche hanno iniziato a relegarli nella sezione delle Lettere all’Editor.

All’inizio degli anni 2000 c’è stato un ampio dibattito sull’opportunità di pubblicare casi clinici in relazione alla mole di manoscritti sottomessi alle riviste mediche e la criticità dello spazio editoriale disponibile. Inoltre i casi clinici, anche se accattivanti e spesso letti, sono meno citati rispetto agli altri articoli e questo ha un potenziale impatto negativo sull’impact factor della rivista3.

Un “revival” dei casi clinici si è verificato a partire dal 2007 con la nascita di riviste come il BMJ Case Reports dedicate esclusivamente alla pubblicazione di casi clinici. In ambito cardiologico, nel 2017 è avvenuto il lancio di European Heart Journal Case Reports con l’obiettivo dichiarato di incoraggiare il publishing scientifico dei giovani cardiologi4. Poco dopo, nel giugno 2019, anche la family di JACC ha introdotto un Case Report Journal che durante la pandemia COVID-19 ha avuto il merito di pubblicare con tempestività i primi articoli in tema COVID-195. European Heart Journal Case Reports e JACC Case Reports sono sicuramente le riviste più riconosciute a livello internazionale per casi clinici in ambito cardiovascolare.

Attilio Maseri, in un’intervista fatta nel 2010 in occasione del congresso nazionale ANMCO, affermava che l’attenzione ai casi clinici che si discostano dalle presentazioni classiche è fondamentale sia per la cura dei pazienti che per l’avanzamento della conoscenza medica. Maseri ricordava inoltre che l’attenzione ai casi clinici “anomali” era stata la fonte ispiratrice dei suoi successi scientifici e che è importante sensibilizzare i giovani cardiologi a riconsiderare il potenziale della pratica clinica quotidiana come fonte di scoperta.

L’obiettivo di GIC Casi Clinici, coerente con la mission educazionale del Giornale, è quello di ampliare l’offerta di contributi capaci di stimolare il ragionamento clinico, illustrare percorsi decisionali complessi e favorire una riflessione critica sull’uso appropriato delle risorse diagnostiche e terapeutiche disponibili. Pubblicare su riviste indicizzate casi clinici anche pregevoli è diventato sempre più difficile e pertanto pensiamo che il GIC Casi Clinici possa costituire una bella opportunità e anche una vera e propria palestra formativa per i giovani medici che si avvicinano al publishing scientifico. La qualità dei casi clinici sottomessi alle riviste è purtroppo spesso insoddisfacente per la mancanza di una corretta metodologia nella stesura del report. A tale proposito rivestono una sicura utilità le linee guida CARE per i case report prodotte nel 2011 da un gruppo internazionale di clinici, ricercatori ed editor di Giornali6. Le CARE guidelines for case reports forniscono una dettagliata checklist di 13 item (tra questi, introduzione, descrizione del paziente, reperti clinici, iter diagnostico, interventi terapeutici, follow-up, discussione) che supportano l’autore a strutturare in modo chiaro ed esauriente la redazione del caso clinico. Le linee guida CARE sono state tradotte in oltre 10 lingue e hanno ricevuto l’endorsement di molte riviste mediche.

Invitiamo la comunità cardiologica e cardiochirurgica italiana a partecipare attivamente a questa iniziativa con la sottomissione di casi clinici originali, attenendosi alle norme editoriali del Giornale, affinché questo nuovo prodotto editoriale diventi un patrimonio comune e uno strumento vivo di crescita professionale condivisa.

BIBLIOGRAFIA

1. Nissen T, Wynn R. The history of the case report: a selective review. JRSM Open 2014;5:2054270414523410. https://doi.org/10.1177/2054270414523410

2. Fletcher RH, Fletcher SW. Clinical research in general medical journals: a 30-year perspective. N Engl J Med 1979;301:180-3. https://doi.org/10.1056/NEJM197907263010403

3. Patsopoulos NA, Analatos AA, Joannidis JPA. Relative citation impact of various study designs in the health sciences. JAMA 2005;293:2362-6. https://doi.org/10.1001/jama.293.19.2362

4. Camm CF, Camm AJ. European Heart Journal – Case Reports (EHJ-CR): a new format for an old concept. Eur Heart J Case Rep 2017;1:ytx001. https://doi.org/10.1093/ehjcr/ytx001

5. Grapsa J, Fuster V. JACC Case Reports: a year of transformation. JACC Case Rep 2021;3:989-90. https://doi.org/10.1016/j.jaccas.2021.05.004

6. Riley DS, Barber MS, Kienle GS, et al. CARE guidelines for case reports: explanation and elaboration document. J Clin Epidemiol 2017;89:218-35. https://doi.org/10.1016/j.jclinepi.2017.04.026