IN MEMORIA DI JEREMIAH STAMLER




Il 26 gennaio 2022 Jeremiah Stamler, professore emerito della Feinberg School of Medicine della Northwestern University di Chicago, ci ha lasciato. Aveva 102 anni. È considerato il padre della cardiologia preventiva, pioniere nello studio dei fattori di rischio delle malattie cardiovascolari e divulgatore della prevenzione.

Figlio di immigrati russi, nasce a Brooklyn nel 1919. Frequenta la Columbia University e si laurea in medicina al Long Island College of Medicine nel 1943. Si arruola nell’esercito e lavora come radiologo in Bermuda fino alla conclusione della Seconda Guerra Mondiale. Nel 1946 si trasferisce a Chicago dove lavora in laboratorio con il cardiologo Louis Katz. Sposa Rose Steinberg con cui condivide l’attività di ricerca fino al 1998, anno della morte. I primi studi sperimentali riguardano gli effetti drammatici nei polli determinati dalla dieta ricca di lipidi e colesterolo. Inizia la ricerca clinica, l’insegnamento e la divulgazione dei risultati attraverso l’American Heart Association e il Governo Statunitense: nel 1958 si unisce al Chicago Board of Health per lanciare il primo Heart Disease Control Program. Lavora nella prevenzione della febbre reumatica nei bambini e nella divulgazione di attività preventive su stile di vita e sana alimentazione.

Nel 1962 si reca a Città del Messico al World Congress of Cardiology, dove incontra Ancel Keys e Paul Dudley White, cardiologo personale di Eisenhower, che lo cooptano nella World Heart Federation; 4 anni dopo costituisce insieme ad Ancel Keys il Council of Epidemiology and Prevention.

Nel 1963 pubblica con Alton Blakeslee dell’Associated Press il volume “Your heart has nine lives: Nine steps to heart health”, in cui vengono presentati al grande pubblico i risultati delle ricerche sulla concomitanza dei fattori di rischio cardiovascolare, la dieta e lo stile di vita.

Nel 1968, Jerry Stamler con la moglie Rose, con Geoffrey Rose e Richard Remington, organizza il primo 10-Day International Seminar on Cardiovascular Epidemiology condotto ogni anno in un paese diverso (l’ultimo, il 51°, si è svolto a Chicago nel 2020) con l’obiettivo di iniziare i ricercatori a nuovi studi epidemiologici e diffondere nel mondo le attività di prevenzione cardiovascolare.

Nel 1972 viene chiamato a fondare e dirigere il Department of Public Health and Preventive Medicine alla Feinberg School of Medicine della Northwestern University di Chicago, che trasforma in un efficace centro di ricerca e prevenzione.

È fra i responsabili di grandi studi di coorte – Chicago People Gas Company, Chicago Heart Association Detection Project – e ideatore di grandi trial preventivi - Hypertension Detection and Follow up Program (HDFP), Multiple Risk Factor Intervention Trial (MRFIT). Quello che conosciamo oggi per mantenere la salute del cuore lo dobbiamo in gran parte alle ricerche che ha fatto Stamler: ha identificato i fattori di rischio strettamente legati agli stili di vita e all’ambiente, e valutato la loro riduzione attraverso lo stile di vita: misure come una sana alimentazione, il modello della dieta mediterranea e l’astensione dal fumo possono ridurre in modo significativo la probabilità di avere un infarto o un ictus. Oggi queste evidenze scientifiche sono ben conosciute e accettate, ma negli anni ’60 e ’70 erano controverse. Nel 1967 pubblica il primo testo di prevenzione cardiovascolare, Lectures on Preventive Cardiology.

Negli anni anni ’80 coordina lo studio INTERSALT (International Study on Salt and Blood Pressure), lo studio internazionale più importante che ha evidenziato l’associazione fra consumo di sale e livelli di pressione arteriosa. I risultati pubblicati nel 1997 generano numerose controversie nell’industria alimentare. Famosa è quella con l’azienda produttrice delle zuppe Campbell in lattina che aveva iniziato la produzione di zuppe, “salutari per il cuore” per il basso contenuto di grassi, come riportato nell’etichetta. Le zuppe però erano ricche di sale, Stamler convince la Campbell a ridurre anche il contenuto di sale.

Nel 1988 per i suoi contributi all’epidemiologia viene insignito della Ronald Reid Medal, conferita dalla London School of Hygiene and Tropical Medicine.

L’interesse di Stamler si allarga allo studio del beneficio ottenuto dal mantenere basso il livello dei fattori di rischio nel corso della vita fin dalla giovane età, in termini di anni di vita guadagnati, qualità di vita e costo per le cure.

Alla fine degli anni ’90 inizia lo studio INTERMAP (International Study on Macro-/Micronutrients and Blood Pressure), che include studi di metabolomica. I risultati ottenuti da elaborazioni statistiche raffinate confermano la relazione tra pressione arteriosa e consumo di sodio nella dieta, il ruolo benefico di alcuni minerali (calcio, magnesio, potassio, ferro di origine vegetale), fibre, vitamine e macronutrienti, tutti strettamente legati alla pressione arteriosa.

Nel 2014 riceve dall’American Heart Association il premio Braunwald Academic Mentorship.

Nel 2019 compie 100 anni e viene festeggiato da collaboratori e amici provenienti da tutto il mondo alla Feinberg School of Medicine della Northwestern University.

Jeremiah Stamler è stato un attivista e sostenitore del Civil Rights Movement. Durante gli anni del secondo dopoguerra, incappato nei sospetti della House Un-American Activities Committee (HUAC), commissione per le attività antiamericane, viene chiamato a testimoniare assieme a Yolanda Hall, attivista del Partito Comunista, sui legami avuti con i movimenti radicali a causa del suo lungo impegno politico negli anni giovanili nella lotta per i diritti civili. Stamler portò il suo caso davanti alla coorte suprema degli Stati Uniti chiedendo che il mandato della HUAC fosse dichiarato incostituzionale. Dopo anni di azioni legali e civili in cui la sua libertà e la sua stessa attività lavorativa furono in bilico, la sua istanza fu accolta e riuscì a conservare la sua posizione accademica. A detta di molti fu il discredito della vicenda Stamler già allora docente stimato e scienziato noto a livello internazionale che portò nel 1975 all’abolizione della HUAC.

Nella sua lunga carriera ha seguito numerosi ricercatori di tutto il mondo che a loro volta sono diventati promotori e divulgatori della sua stessa missione formando una “family” di epidemiologi cardiovascolari. Ha vissuto praticando esattamente ciò che predicava, era determinato nei suoi principi. Ha svolto la sua professione molto seriamente, con passione trasmettendola a tutti noi. Il suo rigore scientifico nascondeva un carattere gioviale, sempre ottimista, aveva un profondo senso dell’umorismo. Godeva dei piaceri della vita e del cibo. Parlava a tutti con rispetto, con il portiere del suo stabile, con i cittadini comuni, con gli studenti e i colleghi come si rivolgeva ai più importanti studiosi. Divideva la sua vita fra New York, Sag Harbor, Chicago e Pioppi; per comunicare con gli studenti e collaboratori usava esclusivamente il fax: i documenti di qualsiasi lunghezza fossero dovevano essere trascritti a spaziatura 3 e venivano restituiti puntualmente con le sue correzioni riportate a mano.

Simona Giampaoli

già Direttore del Dipartimento di Malattie Cardiovascolari,

Endocrino-metaboliche e Invecchiamento, Istituto Superiore di Sanità, Roma