Dieci quesiti in tema di denervazione dell’arteria renale
Paolo Verdecchia, Fabio Angeli, Rocco Sclafani, Andrea Santucci, Francesco Notaristefano, Stefano Coiro, Maurizio del Pinto, Gianpaolo Reboldi
Riassunto. La denervazione renale (RDN) è una procedura che ha lo scopo di interrompere la conduzione nervosa a livello dei nervi che decorrono nell’avventizia delle arterie renali e che portano impulsi sia in direzione cervello-rene che in direzione rene-cervello. Dopo i risultati scoraggianti dello studio randomizzato SYMPLICITY HTN-3, pubblicato nel 2014, sono stati apportati numerosi miglioramenti alla conformazione dei cateteri ed a molti altri aspetti procedurali. Come risultato, un numero crescente di studi clinici controllati eseguiti con gruppo di controllo sham ha documentato un significativo calo pressorio per effetto della procedura. Si tratta di un calo pressorio apparentemente modesto in termini quantitativi medi, ma reale; le possibili applicazioni oltre l’ipertensione arteriosa (scompenso cardiaco, sindrome da apnea notturna, fibrillazione atriale, ecc.) sono tuttora oggetto di studio. Non disponiamo ancora di studi randomizzati di outcome con endpoint primario basato sugli eventi cardiovascolari maggiori. Abbiamo cercato di dare una risposta semplice ed aggiornata ai 10 più importanti quesiti in termini di RDN che possono nascere nella pratica clinica cardiologica quotidiana.