Ruolo dell’imaging cardiaco nell’ablazione transcatetere: dalla diagnosi alla personalizzazione della terapia
Giulio Falasconi, Giulio Zucchelli, Diego Penela, Luigi Sciarra, Riccardo Vio, Stefano Nardi, Claudia Amellone, Michela Casella, Jacopo Francesco Imberti, Sakis Themistoclakis, Andrea Avella, a nome dell’Area Imaging dell’Associazione Italiana di Aritmologia e Cardiostimolazione (AIAC)
Riassunto. Le aritmie sopraventricolari e ventricolari rappresentano un problema clinico frequente e rilevante, associato a sintomi, ospedalizzazioni e, in specifici contesti, prognosi sfavorevole. Attualmente, l’ablazione transcatetere rappresenta un’opzione terapeutica di riferimento per molte aritmie cardiache in diversi scenari clinici. In questo contesto, l’imaging cardiaco ha assunto un ruolo sempre più rilevante nel supportare l’intero percorso diagnostico e procedurale, contribuendo alla definizione dell’anatomia e del substrato aritmogeno, alla stratificazione del rischio di recidiva, all’efficacia procedurale e alla prevenzione delle complicanze. L’ecocardiografia transtoracica, transesofagea e intracardiaca, la tomografia computerizzata cardiaca e la risonanza magnetica cardiaca, integrate con il mappaggio elettroanatomico, offrono informazioni complementari – anatomiche, tissutali e funzionali – che possono guidare il processo diagnostico, la selezione dei pazienti, la pianificazione della strategia ablativa e l’ottimizzazione periprocedurale. Lo scopo di questa rassegna è analizzare l’utilizzo delle principali metodiche di imaging cardiaco nell’ambito dell’ablazione transcatetere, evidenziandone vantaggi, limiti e ricadute pratiche nella gestione clinica. L’integrazione delle tecnologie di imaging cardiaco nella pratica clinica quotidiana potrebbe favorire lo sviluppo di terapie ablative più personalizzate.