Stratificazione del rischio di morte cardiaca improvvisa nei pazienti pediatrici asintomatici con pre-eccitazione ventricolare: utilità clinica dei test strumentali non invasivi e dello studio elettrofisiologico transesofageo
Elisabetta Mariucci, Luigi Levoni, Gabriele Bronzetti
Riassunto. Razionale. I pazienti pediatrici asintomatici con pre-eccitazione ventricolare presentano un rischio di morte cardiaca improvvisa (SCD) pari a circa 2 su 1000 pazienti/anno. Scopo dello studio è stato valutare l’utilità degli esami strumentali non invasivi e dello studio elettrofisiologico transesofageo (SETE) nella stratificazione del rischio di questi soggetti. Materiali e metodi. Studio retrospettivo monocentrico che ha incluso pazienti pediatrici asintomatici con pre-eccitazione ventricolare valutati presso l’ambulatorio di Cardiologia Pediatrica dell’IRCCS Azienda Ospedaliero Universitaria di Bologna fra il 2016 e il 2025. Sono stati analizzati i risultati di test da sforzo, ECG Holter 24 h, SETE e studio elettrofisiologico endocavitario (SEF). Risultati. Sono stati inclusi 111 pazienti, età media 13 ± 2 anni (range 8-16). Il test da sforzo ha identificato una condizione di basso rischio nel 23% dei casi e l’ECG Holter 24 h nel 24%. Il 68% dei pazienti classificati a basso rischio mediante test da sforzo e il 50% dei pazienti definiti a basso rischio all’ECG Holter sono risultati ad alto rischio al SETE. Il SETE ha identificato nell’87% dei casi parametri di alto rischio del fascio e/o inducibilità di tachicardia reciprocante atrioventricolare (AVRT). Si è osservata una buona correlazione fra i dati ottenuti dal SETE e dal SEF: mentre in condizioni basali il SETE ha rilevato una maggior percentuale di soggetti ad alto rischio e con AVRT inducibile (67% vs 24%, p=0.013), l’uso dell’isoprenalina ha reso sovrapponibile l’esito dei due esami (86% vs 86%, p=1). Conclusioni. Il test da sforzo e l’ECG Holter 24 h sono risultati di limitata utilità clinica nella definizione del rischio di SCD nei pazienti pediatrici asintomatici con pre-eccitazione ventricolare. Il SETE ha identificato nell’87% dei casi parametri di alto rischio e/o inducibilità di AVRT e quando confrontato con i dati del SEF si è osservata una buona correlazione.