Matteo Ruzzolini, Marco Ambrosetti, Nadia Aspromonte, Raimondo Calvanese, Leonardo De Luca, Antonio D'Onofrio, Francesco Giallauria, Luigi Maresca, Andrea Matteucci, Nuccia Morici, Carlo Pignalberi, Rossella Troccoli, Daniela Aschieri, Ilaria Battistoni, Claudio Bilato, Stefania Angela Di Fusco, Giovanna Geraci, Vered Gil Ad, Attilio Iacovoni, Fabiana Lucà, Barbara Mabritto, Massimo Milli, Pietro Scicchitano, Francesco Vigorito, Furio Colivicchi, Fabrizio Oliva, Federico Nardi, Massimo Grimaldi

Riassunto. La modulazione della contrattilità cardiaca (CCM) rappresenta una terapia basata su dispositivi per pazienti con scompenso cardiaco sintomatico e rischio residuo nonostante terapia medica ottimizzata. Attraverso l’erogazione di impulsi elettrici non eccitatori durante il periodo refrattario assoluto, la CCM modula l’omeostasi intracellulare del calcio e diversi processi molecolari coinvolti nella funzione miocardica, determinando effetti favorevoli sulla contrattilità e sul rimodellamento ventricolare senza incremento del consumo miocardico di ossigeno. Le evidenze cliniche disponibili documentano miglioramenti della capacità funzionale, della qualità di vita, della classe NYHA e una riduzione delle ospedalizzazioni per scompenso cardiaco, mentre rimangono da consolidare mediante studi randomizzati di adeguata potenza gli effetti sugli outcome cardiovascolari maggiori e sulla mortalità. Il presente position paper ANMCO, realizzato in collaborazione con ITACARE-P, analizza i meccanismi d’azione della CCM, le principali evidenze cliniche, i criteri di selezione dei pazienti, il timing dell’impianto, la gestione del follow-up e gli aspetti di costo-efficacia. Particolare attenzione è dedicata all’integrazione della CCM con la riabilitazione cardiologica, considerata un contesto privilegiato per la valutazione multiparametrica, l’ottimizzazione della terapia farmacologica, la prescrizione personalizzata dell’esercizio e il monitoraggio della risposta clinica e funzionale. In tale contesto viene proposto l’algoritmo HOPES quale modello per favorire una selezione appropriata e tempestiva dei candidati. Sono inoltre discusse le evidenze emergenti relative all’impiego della CCM in differenti fenotipi di scompenso cardiaco e cardiomiopatia e le prospettive offerte dall’integrazione con altre tecnologie impiantabili. Un percorso multidisciplinare che integri terapia medica, CCM e riabilitazione cardiologica può contribuire a massimizzare il beneficio clinico e la continuità assistenziale nei pazienti opportunamente selezionati.