Insufficienza cardiaca avanzata: definizione, epidemiologia, inquadramento diagnostico e trattamento
Concetta Di Nora, Maria Denitza Tinti, Maria Vittoria Matassini, Teresa Maria Capovilla, Paolo Manca, Luca Fazzini, Samuela Carigi, Matteo Bianco, Luisa De Gennaro, Vittoria Rizzello, Vittorio Palmieri, Renata De Maria, Daniela Aschieri, Claudio Bilato, Stefania Angela Di Fusco, Fabrizio Oliva, Federico Nardi, Massimo Grimaldi, Mauro Gori
Riassunto. L’insufficienza cardiaca avanzata costituisce la forma più grave e articolata di una sindrome clinica cronica a carattere progressivo, che continua a rappresentare una delle principali cause di morbilità e mortalità nei paesi industrializzati. Una percentuale significativa di pazienti va incontro a una condizione contraddistinta da sintomi persistenti, ricorrenti episodi di scompenso e severa limitazione funzionale, nonostante un trattamento farmacologico adeguatamente ottimizzato e l’utilizzo appropriato di dispositivi cardiaci. Questa fase evolutiva della patologia si associa a un importante carico assistenziale ed economico, oltre che a un notevole deterioramento della qualità di vita dei pazienti e dei loro caregiver. L’identificazione precoce di tale quadro continua a rappresentare una criticità nella pratica clinica quotidiana, anche per via della variabilità delle manifestazioni cliniche e dell’andamento talvolta subdolo della malattia. Risulta pertanto fondamentale promuovere una maggiore sensibilizzazione dei clinici, definire criteri diagnostici condivisi e sviluppare percorsi assistenziali dedicati, capaci di assicurare una gestione tempestiva e appropriata del paziente. Alla luce di queste premesse, obiettivo di tale rassegna è quello di fornire una revisione aggiornata dell’insufficienza cardiaca avanzata, concentrandosi sui criteri di diagnosi, sulle strategie terapeutiche attualmente disponibili e sui modelli organizzativi maggiormente efficaci per migliorare la gestione di questa popolazione complessa e ad elevato rischio.