Emilia D’Elia, Raffaele De Lucia, Roberta Della Bona, Emanuele Frontoni, Diego Gallo, Nicola Gasparetto, Maria Chiara Gatto, Lucio Giuseppe Granata, Emanuele Nigro, Carlotta Sorini Dini, Claudio Bilato, Giovanna Geraci, Fabrizio Oliva, Federico Nardi, Massimo Grimaldi, Simona Giubilato, a nome dell’Area Intelligenza Artificiale in Cardiologia ANMCO

Riassunto. L’intelligenza artificiale (IA) rappresenta una delle trasformazioni più rilevanti e promettenti della cardiologia contemporanea. Il suo valore non risiede soltanto nella straordinaria capacità computazionale, ma soprattutto nella possibilità di favorire una medicina più precoce, personalizzata, integrata e sostenibile. Dalla diagnosi precoce alla stratificazione prognostica, fino alla medicina di precisione e al monitoraggio remoto, l’IA sta progressivamente ampliando le potenzialità della pratica clinica cardiovascolare, aprendo nuove prospettive nella gestione del paziente. Tuttavia, la sua implementazione richiede una rigorosa validazione scientifica e un’attenta valutazione dei bias algoritmici, della qualità dei dati, degli aspetti etici e regolatori, nonché della sostenibilità organizzativa ed economica. In questo contesto, il cardiologo è chiamato non solo a conoscere e utilizzare gli strumenti di IA, ma anche a svilupparne una comprensione critica, consapevole delle potenzialità, dei limiti e delle implicazioni cliniche. Resta infatti fondamentale preservare la centralità del giudizio medico e della relazione con il paziente, promuovendo un modello di innovazione realmente human-centered.