Francesca Rapella, Giacomo Mantineo, Margherita Rossi, Costanza Scatà, Greta Salafia, Francesca Magna, Angelica Carandina, Lucia Silvia Giobbi, Martina Iacubino, Eleonora Tobaldini, Nicola Montano

Riassunto. La deprivazione di sonno costituisce una crescente emergenza sanitaria globale, favorita dalla diffusione dei dispositivi digitali e da cambiamenti socio-ambientali, con progressivo disallineamento tra ritmi biologici e sociali. La riduzione della durata, della qualità e della regolarità del sonno si associa a un incremento del rischio cardiovascolare e cardiometabolico, indicando il sonno come determinante modificabile di salute. La rassegna analizza i principali meccanismi fisiopatologici che collegano la deprivazione di sonno alle patologie cardiovascolari, con particolare interesse per disregolazione autonomica, disfunzione endoteliale, attivazione infiammatoria sistemica e alterazioni neuroendocrino-metaboliche, alterazioni che possono portare a ipertensione, insulino-resistenza, obesità viscerale, diabete di tipo 2 e aterosclerosi. Un ruolo emergente è attribuito al disallineamento circadiano, condizione che determina un aumento del rischio cardiometabolico indipendentemente dalla sola durata del sonno. I meccanismi compensatori, quali il recupero del sonno nel fine settimana e il riposo diurno, mostrano effetti parzialmente protettivi in specifiche condizioni ma non rappresentano strategie equivalenti a un sonno regolare. L’insieme delle evidenze suggerisce pertanto che durata, qualità, regolarità e sincronizzazione circadiana del sonno debbano essere considerate componenti essenziali nella valutazione clinica e nella prevenzione cardiovascolare, rafforzando la necessità di ulteriori approfondimenti prospettici sui possibili approcci terapeutici e preventivi mirati al miglioramento della salute del sonno.