Stimolazione fisiologica e terapia di resincronizzazione cardiaca: stato dell’arte
Gabriele Dell’Era, Andrea Andriani, Andrea Angeletti, Giovanni Coluccia, Giovanni Donnici, Lina Marcantoni, Mario Volpicelli, Sakis Themistoclakis, Silvia Priori, Antonio D’Onofrio, Matteo Ziacchi, Antonio Rossillo, Giuseppe Coppola, Silvana De Bonis, Claudia Amellone, Pierluigi Pellegrino, Roberto De Ponti, Matteo Bertini, a nome dell’Associazione Italiana di Aritmologia e Cardiostimolazione (AIAC)
Riassunto. L’elettrostimolazione cardiaca permanente si è progressivamente evoluta verso modalità sempre più fisiologiche, con l’obiettivo di preservare o ripristinare la sincronia elettromeccanica ventricolare. La terapia di resincronizzazione cardiaca (CRT) mediante stimolazione biventricolare rappresenta lo standard consolidato nei pazienti con scompenso cardiaco, frazione di eiezione ventricolare sinistra ridotta e dissincronia elettrica, in particolare in presenza di blocco di branca sinistra. Tuttavia, limiti anatomici, risposte clinico- ecocardiografiche non ottimali e complessità procedurali hanno favorito lo sviluppo della stimolazione del sistema di conduzione. La stimolazione del fascio di His e, soprattutto, dell’area della branca sinistra consentono di reclutare direttamente il sistema His-Purkinje, ottenendo un’attivazione ventricolare più rapida e fisiologica. Questa revisione narrativa riassume le indicazioni attuali, gli aspetti tecnici, le principali evidenze cliniche nelle bradiaritmie e nello scompenso cardiaco e l’evoluzione dei materiali dedicati. I dati disponibili supportano l’impiego della stimolazione del sistema di conduzione rispetto alla stimolazione ventricolare destra nei pazienti con elevato burden di pacing. Il confronto con la resincronizzazione biventricolare rimane invece oggetto di studio, soprattutto nei candidati a CRT.