Antonia Mannarini, Giuseppe Ciliberti, Francesca Maria Di Muro, Giulia Taborchi, Roberta Rossini, Annamaria Moretti, Alessandro Aiello, Annarita Pilleri, Maria Teresa Manes, Claudio Bilato, Federico Nardi, Fabrizio Oliva, Domenico Gabrielli, Massimo Grimaldi, a cura dell’Area Cardiologia di Genere ANMCO in collaborazione con l’Area Management & Qualità ANMCO

Riassunto. Le malattie cardiovascolari (MCV) rappresentano ancora la principale causa di mortalità e morbilità a livello globale, nonostante i progressi nella prevenzione, diagnosi e trattamento. Tradizionalmente, l’approccio alle MCV si è concentrato sui fattori di rischio biologici e comportamentali, quali ipertensione arteriosa, dislipidemia, diabete mellito, fumo e sedentarietà. Negli ultimi decenni, tuttavia, è emerso con crescente evidenza il ruolo dei determinanti sociali della salute (DSS), definiti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come le condizioni socioeconomiche, culturali e ambientali in cui gli individui nascono, crescono, vivono, lavorano e invecchiano. Variabili quali livello di istruzione, reddito, stato occupazionale, qualità dell’abitazione, contesto urbano, accesso ai servizi sanitari e supporto sociale influenzano in modo significativo e indipendente il rischio cardiovascolare, l’accesso alle cure e gli esiti clinici. Le disuguaglianze sociali determinano una maggiore esposizione cumulativa ai fattori di rischio nelle popolazioni svantaggiate, in particolare nelle fasce più povere, limitano le opportunità di prevenzione primaria e secondaria e favoriscono diagnosi tardive e trattamenti subottimali. Inoltre, lo stress cronico associato a precarietà economica, esclusione sociale e discriminazione contribuisce, attraverso meccanismi neuroendocrini e infiammatori, allo sviluppo e alla progressione delle MCV. Alla luce di tali evidenze, un modello di prevenzione e gestione centrato esclusivamente sui fattori clinici individuali risulta insufficiente. L’integrazione dei DSS consente di adottare un approccio più ampio, volto non solo alla riduzione del rischio individuale, ma anche alla modifica dei contesti sociali e ambientali che favoriscono la malattia. Questa rassegna analizza il ruolo dei DSS nelle MCV, i meccanismi attraverso cui influenzano rischio ed esiti clinici e l’importanza di interventi multidimensionali e politiche sanitarie orientate all’equità nella prevenzione cardiovascolare.