La parabola di alcuni farmaci cardiovascolari: ascesa, declino e nuove prospettive terapeutiche
Simona Giubilato, Giuseppe Ciliberti, Aldo Pietro Maggioni, Giuseppe Di Tano
Riassunto. La farmacologia cardiovascolare degli ultimi decenni è caratterizzata da un’evoluzione dinamica e non lineare, nella quale l’introduzione di nuove molecole è stata spesso seguita da una progressiva rivalutazione critica basata su trial randomizzati, dati di sicurezza a lungo termine, decisioni regolatorie e analisi di costo-efficacia. In questo contesto, alcune terapie inizialmente promettenti hanno visto un ridimensionamento del loro impiego clinico, mentre molecole considerate superate sono state rivalutate alla luce di nuove evidenze. Grandi studi clinici e registri osservazionali hanno avuto un ruolo centrale nel definire tali cambiamenti, anticipando spesso le successive modifiche delle linee guida internazionali, come esemplificato dall’evoluzione della terapia dello scompenso cardiaco, dagli inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina agli inibitori del recettore dell’angiotensina e della neprilisina e agli inibitori del cotrasportatore sodio-glucosio di tipo 2. Questa rassegna analizza la parabola clinica di alcune classi e molecole cardiovascolari, suddividendole in farmaci con utilizzo ridotto rispetto al passato e farmaci “risorti” grazie a nuove evidenze. Viene sottolineato come il destino terapeutico di un farmaco non sia determinato esclusivamente dal razionale fisiopatologico, ma derivi dall’interazione tra efficacia clinica dimostrata, profilo di sicurezza, disponibilità di alternative più efficaci, fattori regolatori ed evoluzione della pratica clinica. La rivalutazione critica e continua delle strategie farmacologiche rappresenta un elemento essenziale del metodo scientifico e una dote da acquisire da parte del cardiologo moderno.