Impianto transcatetere di valvola aortica per via transfemorale e bypass coronarico mini-invasivo eseguiti simultaneamente in un paziente ad alto rischio con stenosi aortica severa e malattia complessa del tronco comune: caso clinico
Simone D’Alessio, Paolo Berretta, Pietro G. Malvindi, Carlo Zingaro, Olimpia Bifulco, Martina Giusti, Michele Galeazzi, Marco Di Eusanio
Riassunto. La gestione della stenosi aortica severa associata a coronaropatia complessa in pazienti ad alto rischio rimane controversa. Descriviamo la fattibilità e la gestione di un approccio ibrido simultaneo in un uomo di 85 anni con stenosi aortica severa e malattia complessa del tronco comune distale con evoluzione aneurismatica (Medina 1,1,1; SYNTAX score 29). Il profilo clinico comprendeva severa piastrinopenia (valore assoluto: 39*103/μl), malattia renale cronica (velocità di filtrazione glomerulare stimata 43 ml/min/1.73 m2) e aorta ascendente “a porcellana”. L’Heart Team, esclusi l’approccio percutaneo e la chirurgia convenzionale, ha optato per un trattamento ibrido simultaneo: bypass coronarico mini-invasivo (MIDCAB) su arteria discendente anteriore seguito da impianto transcatetere di valvola aortica (TAVI) per via transfemorale nello stesso atto operatorio. Il paziente, gestito con protocollo ERAS, è stato estubato in sala. Il paziente è stato dimesso in decima giornata. Il caso suggerisce che la strategia ibrida MIDCAB-TAVI in “single stage” sia un’opzione fattibile per pazienti selezionati ad alto rischio non ideali per l’approccio percutaneo o la chirurgia standard, garantendo completezza di trattamento e buona ripresa funzionale. Sono tuttavia necessari ulteriori studi, con maggiore numerosità, per definire la sua efficacia a lungo termine e su larga scala.