Green paper ANMCO: Cardiologia e sostenibilità ambientale. Un impegno condiviso tra professionisti sanitari
Simona Giubilato, Stefania Angela Di Fusco, Simone Cappannelli, Vered Gil Ad, Roberta Rossini, Sara Doimo, Roberta Della Bona, Carlotta Sorini-Dini, Antonio Di Monaco, Filippo Zilio, Nicola Gasparetto, Laura Gatto, Francesco Amico, Maurizio Giuseppe Abrignani, Attilio Iacovoni, Carmine Riccio, Claudio Bilato, Fabiana Lucà, Pietro Scicchitano, Andrea Di Lenarda, Eugenio Picano, Giovanna Geraci, Leonardo De Luca, Michele Massimo Gulizia, Furio Colivicchi, Domenico Gabrielli, Fabrizio Oliva, Federico Nardi, Massimo Grimaldi, a nome dell’Area Management & Qualità, in collaborazione con l’Area Prevenzione Cardiovascolare, l’Area Nursing e Professioni Sanitarie e il Gruppo di Studio Intelligenza Artificiale in Cardiologia dell’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO)
Riassunto. La sostenibilità ambientale rappresenta una priorità emergente per la cardiologia, in virtù dell’intima interconnessione tra salute planetaria e salute umana, con le malattie cardiovascolari quale principale esito clinico. Il settore sanitario globale è responsabile di circa il 4-5% delle emissioni complessive di gas serra e la cardiologia contribuisce in modo rilevante a tale impatto a causa dell’elevato impiego di risorse in ambito diagnostico, procedurale ed energetico. Parallelamente, fattori ambientali quali l’inquinamento atmosferico, le temperature estreme, definite come valori notevolmente superiori o inferiori alla media regionale causate dal cambiamento climatico, e l’esposizione a contaminanti emergenti, inclusi metalli pesanti (piombo, cadmio, arsenico) e micro- e nanoplastiche, si configurano come determinanti di rischio cardiovascolare di crescente importanza. L’esposizione cronica a tali inquinanti è associata a stress ossidativo, infiammazione sistemica e accelerazione dei processi aterosclerotici. Le strategie per una cardiologia sostenibile mirano principalmente alla riduzione delle emissioni correlate al consumo energetico e alla catena di approvvigionamento. Tra le azioni prioritarie figurano l’adozione dei principi dell’economia circolare (riduzione, riuso e riciclo), l’appropriatezza e l’ottimizzazione degli esami diagnostici privilegiando metodiche a minore impronta ambientale, come l’ecocardiografia rispetto a tecniche ad alto impatto di carbonio e l’implementazione della telemedicina per limitare gli spostamenti. Inoltre, la prevenzione cardiovascolare primaria si configura come un’efficace “strategia a doppio beneficio”, capace di ridurre sia il carico di malattia sia la domanda di cure ad elevata intensità emissiva. In questo contesto, i professionisti sanitari e le società scientifiche, tra cui ANMCO, sono chiamati a promuovere un cambiamento culturale, integrando la sostenibilità ambientale come principio etico fondamentale della pratica cardiologica.