Marco Marini, Valentina Tozzetti, Luca Angelini, Ilaria Battistoni, Matteo Francioni, Maria Vittoria Matassini, Cristian Mattei, Elisa Nicolini, Giulia Pongetti, Matilda Shkoza, Tommaso Piva

Riassunto. Razionale. Lo shock cardiogeno è una condizione critica con una mortalità di circa il 40-50%, invariata negli anni nonostante i progressi terapeutici nel campo delle patologie cardiache acute. In questo contesto l’uso delle pompe di flusso microassiali sta aumentando e nel trial DanGer Shock ha ridotto la mortalità a 6 mesi nei pazienti con shock cardiogeno da infarto miocardico acuto rispetto alla terapia standard. L’obiettivo di questo studio è stato valutare l’impatto dell’utilizzo della pompa microassiale sulla sopravvivenza e su outcome a breve e medio termine nella nostra popolazione di pazienti con shock cardiogeno. Materiali e metodi. Sono stati raccolti in maniera retrospettiva i dati di 78 pazienti in shock cardiogeno trattati con pompa microassiale e ricoverati presso la Terapia Intensiva Cardiologica degli Ospedali Riuniti di Ancona tra il 2014 e il 2024. L’endpoint primario era la valutazione dei predittori indipendenti di mortalità intra-ricovero, mentre l’endpoint secondario era un endpoint composito (morte per tutte le cause, riospedalizzazione per scompenso cardiaco, sindrome coronarica acuta, aritmie, trapianto cardiaco o impianto di dispositivo di assistenza ventricolare a 12 mesi di follow-up). Risultati. L’età media della popolazione era di 59.3 anni con una prevalenza di soggetti di sesso maschile. La frazione di eiezione ventricolare sinistra media all’ingresso era del 24.2%, il valore medio di lattati sierici all’ingresso in reparto è stato 5.8 mmol/l. In 17 pazienti il dispositivo Impella ha rappresentato una terapia di escalation da contropulsatore aortico. La mortalità ospedaliera è stata del 32.1% e l’età, il valore di frazione di eiezione ventricolare sinistra all’ingresso e la presenza di disfunzione ventricolare destra sono risultati associati all’outcome primario. L’endpoint secondario si è verificato in 7 pazienti (8.9%), di cui 3 decessi e 4 riospedalizzazioni per cause cardiovascolari. Conclusioni. Il supporto al circolo con pompa microassiale è uno strumento capace di “mettere a riposo” il miocardio ventricolare, garantendo contemporaneamente un’adeguata portata cardiaca. Nella nostra casistica, l’utilizzo di Impella si è associato ad una riduzione della mortalità intra-ricovero. Rimane da chiarire il timing ideale del suo impianto per sfruttare al massimo il suo beneficio ed evitare una futilità di impiego.