Luca Di Marco, Maria Cappuccilli, Antonio Piperata, Valentina Ghigi, Silvia Calabria, Chiara Veronesi, Luca Degli Esposti

Riassunto. Razionale. La dissezione aortica acuta di tipo A (AADA) è un’emergenza cardiovascolare potenzialmente letale il cui esito è strettamente legato alla tempestività della diagnosi e del trattamento. Tuttavia, la sua bassa incidenza e la presentazione clinica altamente variabile rendono difficile il riconoscimento precoce. Inoltre, un’identificazione incompleta dei principali fattori predisponenti, quali ipertensione arteriosa e patologie aortiche preesistenti, può contribuire a ritardi diagnostici e a esiti clinici sfavorevoli. Materiali e metodi. È stata condotta un’analisi osservazionale retrospettiva utilizzando dati amministrativi reali provenienti da enti sanitari italiani, coprendo oltre 12 milioni di individui (2010-2024). Sono stati identificati pazienti adulti ricoverati d’urgenza per AADA (ICD-9-CM 441.01) e sono stati valutati il profilo clinico, le comorbilità, i trattamenti farmacologici, le procedure diagnostiche e la presenza di ipertensione – definita come il numero di prescrizione annuali ≥ 9 (proxy di diagnosi) di farmaci antipertensivi. Risultati. Nello studio sono stati inclusi un totale di 1625 pazienti (età media 67.3 ± 13.4 anni; 65.6% uomini). Il diabete è stato riportato nell’8.5% dei casi, le malattie cardiovascolari nel 21.2% e un aneurisma o un’ectasia dell’aorta ascendente nel 6%. Nell’anno precedente il ricovero, il 65.8% dei pazienti aveva avuto almeno una prescrizione di farmaci antipertensivi, ma solo il 35% mostrava evidenza di trattamento continuativo. Le procedure diagnostiche erano eseguite in una minoranza dei casi: l’ecocardiografia è stata eseguita nel 12.3% dei pazienti, l’angio-tomografia computerizzata/ risonanza magnetica nell’1.8% e il monitoraggio ambulatoriale della pressione arteriosa per 24 h nel 2.4%. Conclusioni. Questo studio, basato su un’analisi “real-world”, evidenzia significative lacune nella gestione preospedaliera dell’AADA in Italia, caratterizzate da un controllo subottimale della pressione arteriosa e uso limitato dell’imaging diagnostico nei pazienti a rischio. Questi risultati sottolineano la necessità di strategie strutturate di prevenzione e sorveglianza volte al riconoscimento precoce delle condizioni predisponenti e all’ottimizzazione dell’assistenza integrata per i pazienti a rischio di dissezione aortica acuta.