Andrea Santucci, Rocco Sclafani, Salvatore Notaristefano, Alessandro Aimi, Elisabetta Bordoni, Maurizio Del Pinto, Andrea Broccatelli, Claudia Castellani, Donatella Severini, Adriano Murrone, Euro Capponi, Paolo Verdecchia, Claudio Cavallini

Riassunto. Razionale. L’ottimizzazione della gestione dei pazienti con sindrome coronarica acuta senza sopraslivellamento del tratto ST (SCA-NSTE) in termini di rapporto tra centri dotati e non dotati di emodinamica è ancora oggetto di dibattito. Abbiamo eseguito uno studio osservazionale monocentrico, non comparativo, al fine di valutare l’applicazione pratica di un modello fast-track per la gestione dei pazienti con SCA-NSTE nella Regione Umbria. Materiali e metodi. Il protocollo prevedeva l’esame coronarografico invasivo presso il centro Hub previo trasporto protetto del paziente con ambulanza medicalizzata e medico ed infermieri del centro Spoke al laboratorio di emodinamica del centro Hub, e ritrasferimento alla struttura di partenza al termine della procedura con analoghe modalità. Sono stati definiti un esito di efficacia (percentuale dei pazienti ricoverati nei centri Spoke che, con le modalità sopra descritte, sono stati sottoposti a coronarografia entro 72 h dal momento del ricovero) ed un esito di sicurezza (eventi avversi maggiori durante la procedura, il trasporto e nelle prime 24 h dopo il rientro presso il centro Spoke). Risultati. Nel periodo gennaio 2020-giugno 2025 sono stati studiati 1048 pazienti. In totale, 644 pazienti (61.5%) sono stati sottoposti ad angioplastica coronarica (PCI) immediata presso il centro Hub e 91 di questi sono stati trattenuti presso il centro Hub a seguito della particolare complessità. Si sono verificati 4 eventi avversi gravi: una morte cardiovascolare per shock cardiogeno, un ematoma femorale severo e 2 trombosi acute di stent insorte, rispettivamente, 5 e 6 h dopo la procedura, che hanno richiesto reinvio in emergenza per PCI primaria. Conclusioni. Il protocollo fast-track sopra riportato si è dimostrato fattibile e associato sia a benefici logistici che ad elevata sicurezza per i pazienti. In questa tipologia di pazienti è stato garantito il rapido accesso alla rivascolarizzazione coronarica e il ritrasporto immediato al centro di provenienza.