L’intelligenza artificiale in cardiologia: il nostro HAL 9000?

Marco Bernardi, Luigi Spadafora, Laura Adelaide Dalla Vecchia, Roberto Franco Enrico Pedretti, Sabrina Cenciarelli, Giuseppe Biondi Zoccai, Francesco Versaci

Riassunto. L’intelligenza artificiale (IA) sta rapidamente trasformando il mondo e la medicina in particolare è travolta da innovazioni continue. In cardiologia, l’IA offre ogni giorno strumenti innovativi per la diagnosi, la stratificazione prognostica, la pianificazione interventistica e la personalizzazione delle cure. Dall’interpretazione automatizzata dell’ECG e dell’imaging cardiovascolare, fino all’integrazione nei flussi procedurali e predittivi della cardiologia interventistica, l’IA si sta affermando come alleato potente del clinico e del ricercatore. Tuttavia, le sue applicazioni sollevano importanti sfide etiche, legali e regolatorie, che impongono trasparenza, validazione indipendente e una governance multidisciplinare. In questa rassegna esploriamo il potenziale e i limiti dell’IA in ambito cardiovascolare, con un focus sulle tecnologie emergenti, le implicazioni per la pratica clinica quotidiana e il ruolo crescente di strumenti generativi come ChatGPT nella ricerca scientifica. Come HAL 9000, l’IA può amplificare le capacità umane ma richiede una supervisione attenta per evitare derive incontrollate. La cardiologia del futuro sarà sempre più digitale, ma dovrà restare saldamente umana.