Chirurgia coronarica mini-invasiva: nuovi sviluppi della rivascolarizzazione miocardica
Chirurgia coronarica mini-invasiva: nuovi sviluppi della rivascolarizzazione miocardica
Domenico Paparella, Vito Margari, Giuseppe Speziale
Riassunto. La rivascolarizzazione coronarica mini-invasiva ha conosciuto un crescente interesse perché rappresenta un approccio rilevante nella riduzione di complicanze ben note della sternotomia convenzionale, quali sanguinamenti, necessità di trasfusioni, fibrillazione atriale postoperatoria, infezioni della ferita e prolungata degenza ospedaliera. Questi potenziali benefici descritti in numerosi studi retrospettivi e osservazionali sembrano associarsi a un più rapido recupero funzionale e ad una migliore qualità di vita, pur in assenza, al momento, di evidenze prospettiche definitive. Il prelievo dell’arteria mammaria interna, inizialmente eseguito in visione diretta mediante minitoracotomia, è stato progressivamente perfezionato grazie all’introduzione della toracoscopia e, nei centri più specializzati, con il supporto della robotica. La scelta della sede e dell’estensione dell’incisione viene oggi adattata alle caratteristiche anatomiche e agli obiettivi della rivascolarizzazione, rendendo l’approccio sempre più personalizzato. Tra le tecniche disponibili, il minimally invasive direct coronary artery bypass, che prevede l’anastomosi della mammaria interna sinistra sull’arteria interventricolare anteriore, rappresenta un’opzione consolidata ed efficace per le lesioni isolate dell’arteria discendente anteriore. La minimally invasive coronary surgery amplia queste possibilità alla rivascolarizzazione multivasale, eseguibile con o senza circolazione extracorporea, garantendo la precisione delle anastomosi anche su vasi della parete laterale e inferiore. Il totally endoscopic coronary artery bypass costituisce invece un’ulteriore evoluzione, basata su accessi esclusivamente endoscopici, il cui utilizzo clinico rimane limitato a pochi centri ad alta specializzazione, talvolta con il supporto della robotica soprattutto nella fase di prelievo dei condotti. Complessivamente, la chirurgia coronarica mini-invasiva si configura come un ambito in evoluzione, sostenuto da un crescente numero di pubblicazioni e di esperienze cliniche in Europa, Nord America e anche in Italia, dove centri come il Santa Maria Hospital di Bari eseguono una quota significativa di rivascolarizzazioni mini-invasive. Tale approccio si associa, secondo la letteratura disponibile, a una riduzione delle complicanze perioperatorie, a una degenza più breve e a un più rapido ritorno alle attività quotidiane, con una migliore accettabilità per i pazienti. La toracoscopia e la robotica rappresentano innovazioni promettenti che potranno affinare ulteriormente i risultati, pur restando la mini-invasività il fulcro di un’evoluzione sempre più rilevante della cardiochirurgia coronarica.