Impianto di pacemaker leadless in un paziente adulto con tetralogia di Fallot corretta chirurgicamente
Impianto di pacemaker leadless in un paziente adulto con tetralogia di Fallot corretta chirurgicamente
Paolo Bonfanti, Sara Elena Di Martino, Antonio Mantovani, Nicola Berlinghieri, Andrea Pozzi, Camilla Pini, Giovanni Corrado, Roberto De Ponti
Riassunto. Riportiamo il caso di un paziente di 47 anni con storia di tetralogia di Fallot corretta chirurgicamente durante l’infanzia mediante tecniche di Waterston-Cooley e Cooley. In età adulta, sviluppava una grave insufficienza polmonare, trattata per via percutanea mediante impianto di valvola bioprotesica. Il paziente veniva ricoverato per un intervento di chirurgia programmato e, dopo la somministrazione dell’anestesia spinale, il monitoraggio ECG evidenziava l’insorgenza di un blocco atrioventricolare evoluto in asistolia, rendendo necessario un immediato massaggio cardiaco esterno. Nella degenza successiva, a seguito di massaggio del seno carotideo, il paziente presentava inoltre un episodio di 5 s di blocco atrioventricolare di terzo grado, associato a vertigini. Dopo una valutazione multidisciplinare, si optava per l’impianto di un pacemaker leadless (Abbott Aveir VR). La procedura presentava difficoltà tecniche legate all’anatomia cardiaca alterata dalla cardiopatia congenita e dagli interventi chirurgici pregressi. Nonostante tali difficoltà, l’impianto veniva eseguito con successo. Per quanto a nostra conoscenza, questa procedura rappresenta uno dei pochi casi descritti in letteratura di impianto di pacemaker leadless in un paziente con cardiopatia congenita corretta. In assenza di linee guida procedurali standardizzate per casi così complessi, riportiamo la nostra esperienza e discutiamo le considerazioni tecniche correlate.