Sostanze d’abuso e rischio cardiovascolare: gli energy drinks

Giuseppe Ciliberti, Maurizio Giuseppe Abrignani, Filippo Zilio, Pier Luigi Temporelli, Francesco Ciccirillo, Federico Fortuni, Giulio Binaghi, Gianmarco Iannopollo, Chiara Cappelletto, Stefano Albani, Alessandro Maloberti, Laura Ceriello, Francesca Musella, Roberto Manfredi, Pietro Scicchitano, Carmine Riccio, Massimo Grimaldi, Domenico Gabrielli, Furio Colivicchi, Fabrizio Oliva, a nome dell’Area Giovani e dell’Area Cronicità Cardiologica ANMCO

Riassunto. Il consumo di energy drinks (ED) è in costante aumento negli ultimi anni, in particolare tra i giovani. Questo fenomeno potrebbe costituire un problema di salute pubblica, in quanto sono in aumento le segnalazioni di eventi avversi cardiovascolari, anche gravi, che includono aritmie, infarto del miocardio, cardiomiopatie e morte cardiaca improvvisa. Le sostanze contenute negli ED comprendono caffeina, taurina, zuccheri, vitamine del gruppo B e fitoderivati, i quali, specie se assunti in grandi quantità e in un breve lasso temporale, potrebbero causare o slatentizzare patologie cardiovascolari attraverso vari meccanismi d’azione come l’aumento della pressione arteriosa e il prolungamento dell’intervallo QT. Sebbene vi siano ancora molte questioni aperte sugli ED che richiedono ulteriori studi specifici, vi è una stringente necessità di campagne informative ed educazionali per i consumatori, nonché di azioni normative, in particolare per quanto riguarda la trasparenza sulla composizione di tali bevande e l’etichettatura con chiaro riferimento ai possibili effetti avversi, al fine di ridurre il rischio di problematiche cardiovascolari, in particolare nelle categorie a rischio.