TY  -  JOUR
AU  -  Delise, Pietro
AU  -  Allocca, Giuseppe
AU  -  Marras, Elena
AU  -  Sitta, Nadir
AU  -  Corò, Leonardo
AU  -  Berton, Giuseppe
T1  -  Stratificazione del rischio nella sindrome di Brugada
PY  -  2011
Y1  -  2011-06-01
DO  -  10.1714/835.9305
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  12
IS  -  6
SP  -  400
EP  -  407
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/21
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/835.9305
N2  -  II soggetti con il pattern elettrocardiografico di Brugada tipo 1 possono presentare aritmie ventricolari maligne (sindrome di Brugada). I pazienti con sindrome di Brugada e arresto cardiaco devono ricevere un defibrillatore. Nei rimanenti casi la migliore politica è controversa. Diversi lavori suggeriscono che i pazienti con sincope, specie se hanno un tipo 1 nell’ECG basale, hanno un rischio significativo. Negli asintomatici il rischio è basso ma non trascurabile. L’utilità dello studio elettrofisiologico endocavitario (SEE) nella stratificazione del rischio è un tema controverso. Alcuni autori la sostengono con forza, altri la negano del tutto. Il nostro gruppo ha recentemente pubblicato un’esperienza policentrica composta da 320 pazienti (258 maschi, età media 43 anni) con un pattern elettrocardiografico di Brugada tipo 1. Nessuno aveva avuto arresto cardiaco; il 54% di essi aveva un tipo 1 all’ECG basale e il 46% un tipo dopo farmaco della classe 1C (tipo 1C). Un terzo aveva sincopi e due terzi erano asintomatici; 245 pazienti hanno eseguito lo SEE; 110 sono stati sottoposti ad impianto di defibrillatore. I pazienti sono stati seguiti per 40 mesi. Nel follow-up 17 pazienti hanno avuto aritmie ventricolari maggiori: 14 fibrillazione ventricolare interrotta con lo shock e 3 morti improvvise. L’incidenza di aritmie ventricolari maggiori è stata del 10.4% tra i sintomatici e del 2.8% tra gli asintomatici. Il rischio è risultato maggiore nei soggetti con ECG tipo 1 basale rispetto a quelli con tipo 1C (8.6 vs 2.8% ). Aritmie ventricolari maggiori si sono verificate nel 14% dei soggetti con SEE positivo, in nessuno con SEE negativo e nel 5.3% di quelli che non eseguirono lo SEE e sono state riscontrate solo in pazienti con ≥2 fattori di rischio (familiarità, sincope, SEE positivo). In tali casi l’incidenza di eventi nei soggetti con tipo 1 all’ECG basale è stata del 30%. In conclusione, 1) nei soggetti con pattern tipo 1 di Brugada nessun fattore di rischio clinico da solo né lo SEE da solo sono in grado di individuare i soggetti ad alto rischio; 2) un approccio multiparametrico (comprendente sincope, familiarità per morte improvvisa e SEE positivo) aiuta nella caratterizzazione del rischio; 3) i soggetti ad alto rischio sono quelli con tipo 1 all’ECG basale e con ≥2 fattori di rischio; 4) i rimanenti sono a basso rischio. Parole chiave. Morte improvvisa; Sincope; Sindrome di Brugada; Stratificazione del rischio.
ER  -   
