TY  -  JOUR
AU  -  Colucciello, Massimo
AU  -  Fratti, Cesare
AU  -  Cabras, Francesca
AU  -  Filippin, Andrea
AU  -  Pacileo, Guglielmo
AU  -  Tenconi, Maria Teresa
T1  -  Sorveglianza epidemiologica delle malattie ischemiche del cuore nella popolazione di Pavia nel decennio 1986-1995
PY  -  2000
Y1  -  2000-07-01
JO  -  Archivi - Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  Ital Heart J Suppl
VL  -  1
IS  -  7
SP  -  919
EP  -  925
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/21
N2  -  Razionale. In Italia la mortalità per malattie ischemiche del cuore è costantemente diminuita. È ancora in discussione se tale declino sia da attribuire ad una più lunga sopravvivenza dei pazienti colpiti da malattia ischemica del cuore o ad una reale riduzione dell’incidenza nella popolazione generale. Questa ricerca si propone di descrivere e analizzare l’andamento dei tassi di mortalità per malattia ischemica del cuore nella popolazione di Pavia, dei tassi di attacco per infarto miocardico acuto e della letalità.<BR>Materiali e metodi. La sorveglianza della mortalità è stata attuata dall’Unità Epidemiologica dell’ex USSL 42 di Pavia, la sorveglianza della morbosità è stata attuata per mezzo dei dati regionali di dimissione dagli ospedali dell’ex USSL 42. La popolazione target sulla quale è stata effettuata la sorveglianza dal 1986 al 1995, era costituita da due gruppi: il primo di 49 326 residenti (23 627 maschi e 25 699 femmine) di età compresa tra 45 e 64 anni e da 17 208 residenti (7236 maschi e 9972 femmine) di età compresa tra 65 e 74 anni.<BR>Risultati. I tassi di mortalità per malattia ischemica del cuore standardizzati per età nei due gruppi di popolazione considerata hanno mostrato un costante decremento sia negli uomini che nelle donne; i tassi di attacco hanno evidenziato un decremento nel gruppo 45-64 anni ed un aumento nei 65-74 anni.<BR>Conclusioni. La sorveglianza dei dati epidemiologici dal 1986 al 1995 ha evidenziato una diminuita mortalità nei soggetti del primo gruppo verosimilmente attribuibile alla riduzione dei tassi di attacco; nella classe di età 65-74 anni si è notato invece solamente un decremento della letalità a 2 anni dal ricovero in ospedale.
ER  -   
