TY  -  JOUR
AU  -  Lorenzoni, Roberto
AU  -  Magnani, Mirko
AU  -  Accardo, Agostino
AU  -  Mazzotta, Gianfranco
T1  -  La valutazione dell'appropriatezza degli esami strumentali in cardiologia. Il caso dell'ecocardiografia
PY  -  2000
Y1  -  2000-01-01
JO  -  Archivi - Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  Ital Heart J Suppl
VL  -  1
IS  -  1
SP  -  74
EP  -  80
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/21
N2  -  Razionale. Scopo del presente studio è stato quello di valutare l’appropriatezza di prescrizione e l’utilità dell’esecuzione dell’ecocardiogramma in 309 pazienti studiati in un contesto ambulatoriale.<BR>Materiali e metodi. I dati sono stati raccolti mediante un questionario riempito dai cardiologi che eseguivano gli esami. L’appropriatezza della prescrizione era giudicata in base alle linee guida internazionali e classificata come classe I: appropriata, classe II: dubbia, classe III: inappropriata; l’esame era considerato utile se la risposta era in grado di modificare l’iter diagnostico-terapeutico successivo; è stata inoltre registrata la percentuale di esami normali. È stata valutata la relazione fra medico prescrivente e motivazione dell’esame ed appropriatezza dello stesso; inoltre è stata valutata la relazione fra appropriatezza della prescrizione (giudicata a priori) e percentuale di normalità ed utilità dell’esame (giudicate a posteriori).<BR>Risultati. L’esame è stato richiesto dal cardiologo nel 46% dei casi; le motivazioni di prescrizione più comuni sono state: ipertensione arteriosa (26%), soffio cardiaco (18%), palpitazioni (15%), cardiopatia ischemica nota (10%). La prescrizione è risultata appropriata (classe I) nel 25% dei casi, dubbia (classe II) nel 39% dei casi, inappropriata (classe III) nel 36% dei casi. La percentuale di prescrizione appropriata era simile fra i cardiologi ed i non cardiologi (p = NS). Le prescrizioni di classe III erano maggiori fra i pazienti inviati per ipertensione mentre le prescrizioni di classe I erano maggiori fra i pazienti inviati per soffio cardiaco (p < 0.01). La percentuale di esami normali era minore fra gli esami di classe I (p < 0.01). La percentuale di esami utili era maggiore fra gli esami di classe I (76%) rispetto a quelli di classe II (13%) ed a quelli di classe III (< 1%) (p < 0.01).<BR>Conclusioni. Le linee guida internazionali possono essere utilizzate efficacemente e con sicurezza per identificare (e non prescrivere) gli ecocardiogrammi clinicamente inutili.
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