TY  -  JOUR
AU  -  Scardi, Sabino
AU  -  Mazzone, Carmine
T1  -  Fibrillazione atriale e scompenso cardiaco: causa o effetto?
PY  -  2002
Y1  -  2002-09-01
JO  -  Archivi - Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  Ital Heart J Suppl
VL  -  3
IS  -  9
SP  -  899
EP  -  907
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/12
N2  -  L’associazione tra fibrillazione atriale e scompenso cardiaco è ormai ben conosciuta. Lo scompenso cardiaco è una delle condizioni che predispongono allo sviluppo della fibrillazione atriale e, viceversa, lo scompenso cardiaco è una condizione comune nei pazienti con fibrillazione atriale.<BR>Nei pazienti con scompenso cardiaco le proprietà elettrofisiologiche degli atri potrebbero essere modificate dal sovraccarico emodinamico e dall’attivazione neuroumorale. La fibrillazione atriale promuove lo scompenso cardiaco con meccanismi multipli: la frequenza cardiaca elevata, la perdita della sincronia atrioventricolare, l’irregolarità del ritmo ventricolare, i rigurgiti valvolari e gli effetti neurormonali.<BR>Il trattamento include: la correzione dell’attivazione neuroumorale, la prevenzione delle tromboembolie, il ripristino ed il mantenimento del ritmo sinusale e il controllo farmacologico e non farmacologico della frequenza ventricolare.<BR>I risultati dei recenti trial (PIAF-Pharmacological Intervention in Atrial Fibrillation, RACE-RAte Control versus Electrical cardioversion for persistent atrial fibrillation, AFFIRM-Atrial Fibrillation Follow-up Investigation of Rhythm Management) suggeriscono che il controllo della frequenza ventricolare è da preferire, in particolare nei pazienti ad alto rischio di recidiva quali sono quelli con disfunzione ventricolare.
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