TY  -  JOUR
AU  -  Arbustini, Eloisa
AU  -  Gavazzi, Antonello
AU  -  Merlini, Giampaolo
T1  -  Proteine che "fibrillano": l'amiloidosi. Nuove speranze per una malattia che il cardiologo deve conoscere
PY  -  2002
Y1  -  2002-06-01
JO  -  Archivi - Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  Ital Heart J Suppl
VL  -  3
IS  -  6
SP  -  590
EP  -  597
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/19
N2  -  Sono numerose le proteine che condividono la proprietà di conformarsi in foglietti beta-antiparalleli e di formare fibrille di amiloide insolubili che si depositano nell’interstizio dei tessuti e causano amiloidosi sistemica. Il coinvolgimento cardiaco è frequente e costituisce il maggior elemento predittivo di evoluzione infausta. Il fenotipo classico è quello della cardiomiopatia restrittiva. Le basi per approcci terapeutici innovativi poggiano sulla classificazione biochimica delle proteine amiloidogeniche. L’amiloidosi AL, detta anche primaria, è una malattia conformazionale delle catene leggere delle immunoglobuline (kappa o lambda) prodotte da un clone plasmacellulare che vengono depositate come fibrille di amiloide nei reni, cuore, fegato ed altri organi. La recente dimostrazione che la chemioterapia riduce e a volte eradica il clone amiloidogenico con conseguente miglioramento funzionale degli organi affetti, ha fatto nascere speranze per nuovi trattamenti la cui chiave di successo è la diagnosi precoce. Il trapianto cardiaco può essere proposto in pazienti con meno di 60 anni di età se associato a trapianto di cellule staminali autologhe.<BR>Nell’amiloidosi AA le fibrille sono costituite dalla proteina di fase acuta “serum amyloid A” che è prodotta in eccesso in malattie infiammatorie croniche come la febbre familiare mediterranea, in malattie autoimmuni ed infezioni croniche. La strategia di gestione è quella di trattare la malattia infiammatoria sottostante, ma nuove molecole capaci di inibire la formazione di amiloide e promuovere il riassorbimento delle fibrille già depositate si stanno affacciando sullo scenario clinico (trial in corso).<BR>Nell’amiloidosi da transtiretina (ATTR) le forme non senili sono malattie autosomiche dominanti causate da proteine anomale sintetizzate da geni mutati (sono note più di 70 mutazioni con diverse correlazioni genotipo-fenotipo). Il trattamento si basa sul trapianto del fegato che produce la proteina. Eccezionalmente possono essere eseguiti trapianti combinati fegato più cuore più rene.<BR>L’amiloidosi da apolipoproteina A1 (ApoA1) è una malattia autosomica dominante che beneficia del trapianto degli organi più colpiti, solitamente cuore, fegato o rene, sia isolati che combinati.<BR>La diagnosi di amiloidosi da ApoA1 e TTR si basa sulla familiarità, sull’immunocaratterizzazione delle fibrille di amiloide in biopsia tessutale, sull’identificazione del difetto genico e sull’assenza di catene leggere nel siero e nelle urine. Viceversa le forme primarie vengono diagnosticate nel siero o nelle urine mediante immunofissazione. Gli studi tessutali forniscono il gold standard per la diagnosi e l’immunocaratterizzazione della proteina amiloidogenica.<BR>Il coinvolgimento cardiaco è diagnosticato mediante approccio multiparametrico che include la valutazione clinico-ecocardiografica ed elettrocardiografica. La biopsia ad ago fine del grasso periombelicale è la procedura ideale per l’identificazione e l’immunocaratterizzazione della proteina amiloidogenica. Quest’ultimo approccio esclude, con rare eccezioni, la necessità di biopsia endomiocardica.
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