TY  -  JOUR
AU  -  Razzolini, Renato
T1  -  Cardiomiopatia dilatativa: cosa chiedere alla valutazione clinica e bioumorale
PY  -  2002
Y1  -  2002-04-01
JO  -  Archivi - Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  Ital Heart J Suppl
VL  -  3
IS  -  4
SP  -  394
EP  -  398
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/12
N2  -  Dal punto di vista clinico una cardiomiopatia può essere definita “primitiva” quando si possano escludere cause ischemiche, valvolari, infiltrative, carenziali, e secondarie a malattie sistemiche. Le caratteristiche più comuni dal punto di vista clinico sono un esordio subdolo, con progressiva astenia, cardiopalmo e dispnea in un paziente prima in buona salute. Non raro è l’esordio con scompenso congestizio. L’angina può essere presente, e spesso, ma non esclusivamente, indica un’eziologia ischemica. Non ci sono caratteristiche esclusive dal punto di vista ascoltatorio, anche se un galoppo con terzo tono (o un ritmo a quattro tempi) è molto frequente. Tra gli esami bioumorali obbligatori vanno citati quelli per valutare la funzione renale ed epatica. I più recenti dosaggi di troponine, neurormoni, citochine aggiungono qualche informazione prognostica, senza essere superiori, per ora, alla valutazione prognostica standard mediante il test cardiopolmonare.
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