TY  -  JOUR
AU  -  Mongiardo, Annalisa
AU  -  Ferraro, Alessandro
AU  -  Ceravolo, Roberto
AU  -  Mascaro, Giuseppina
AU  -  Curcio, Antonio
AU  -  Campopiano, Esther
AU  -  Indolfi, Ciro
T1  -  Meccanismo del rilascio delle troponine e del CK-MB durante procedure interventistiche percutanee
PY  -  2002
Y1  -  2002-03-01
JO  -  Archivi - Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  Ital Heart J Suppl
VL  -  3
IS  -  3
SP  -  270
EP  -  274
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/16
N2  -  In una percentuale variabile dal 5 al 40% delle procedure interventistiche percutanee si assiste ad un’elevazione delle concentrazioni ematiche dell’isoforma MB della creatinchinasi (CK-MB) e/o delle troponine.<BR>Affinché ciò si verifichi, è necessario che il miocardiocita perda la propria integrità di membrana e, quindi, vada incontro a necrosi.<BR>Durate angioplastica coronarica, la necrosi miocardica può essere provocata da quattro meccanismi: 1) embolizzazione distale di piccoli frammenti della placca aterosclerotica; 2) occlusione di un ramo collaterale; 3) dissezione intimale; 4) chiusura temporanea di un vaso.<BR>L’aumento delle troponine dopo angioplastica coronarica è più frequente in pazienti con lesioni coronariche multivasale e/o complesse, in presenza di placche instabili e nei pazienti diabetici. Inoltre, procedure interventistiche lunghe ed indaginose e, ancor più, l’uso di device come l’aterotomo, aumentano la possibilità di provocare miocardionecrosi.<BR>Quindi il “microinfarto” dopo procedure interventistiche percutanee è frequente e in parte non evitabile.
ER  -   
