TY  -  JOUR
AU  -  Giay Pron, Paolo
AU  -  Bouslenko, Zoe
AU  -  Nicastro, Cristina
AU  -  Mainardi, Loredana
AU  -  Brusin, Maria Cristina Rosa
AU  -  Bonfiglio, Giovanna
AU  -  Iazzolino, Ernesto
AU  -  Sibona Masi, Andrea
AU  -  Bongioanni, Sergio
AU  -  Varbella, Ferdinando
AU  -  Angelino, Paolo
AU  -  Conte, Maria Rosa
T1  -  Rottura di cuore nell'infarto miocardico acuto: studio multicentrico osservazionale delle unità coronariche piemontesi
PY  -  2002
Y1  -  2002-02-01
JO  -  Archivi - Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  Ital Heart J Suppl
VL  -  3
IS  -  2
SP  -  215
EP  -  220
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/21
N2  -  Razionale. Scopo di questo lavoro è stato valutare l’incidenza della rottura di cuore nell’infarto miocardico nelle unità coronariche piemontesi e la predittività dei principali fattori di rischio di rottura di cuore.<BR>Materiali e metodi. Studio osservazionale prospettico multicentrico (17 unità coronariche partecipanti) svolto nel periodo 1 gennaio-31 dicembre 1999.<BR>Risultati. Su un numero totale di 3041 infarti, la mortalità complessiva è risultata del 9%. L’incidenza di rottura, relativamente al numero totale di infarti, è stata del 1.4%. In 13 centri dei 17 le cause di decesso sono suddivise in: 66% scompenso, 16% rottura di cuore, 7% aritmie, 11% altro. I 44 pazienti con rottura di cuore presentavano: 27% pregressa angina, 9% pregresso infarto, 24% diabete; 38% infarto miocardico sede anteriore; 62% infarto miocardico infero-postero-laterale. Nell’86% dei casi di rottura di cuore l’esordio è stato con sopraslivellamento ST; il 79.5% è evoluto con onde Q. Nel 39% è stata praticata trombolisi. Nel 43% dei casi la rottura di cuore si è verificata entro 24 ore dai sintomi, 73% dei casi presentavano dissociazione elettromeccanica, 43% sincope e ipotensione, 30% bradicardia. L’ecocardiogramma è stato effettuato nell’89% dei casi con riscontro di versamento pericardico grave nel 45% dei casi. Un solo paziente è stato inviato al cardiochirurgo, ed è deceduto nel periodo postoperatorio. Nel 32% degli infarti complicati da rottura di cuore è stata eseguita l’autopsia con conferma diagnostica nella totalità dei casi. Tutti i pazienti sono deceduti. L’analisi statistica di alcune variabili (sesso, trombolisi, sede dell’infarto, ST) è stata possibile in 8 unità coronariche delle 17: tra il gruppo rottura di cuore (n = 22) e il gruppo della popolazione generale di infarti (n = 1330) si è evidenziato un legame significativo solo per il sesso femminile.<BR>Conclusioni. La rottura di cuore è la seconda causa di decesso in corso di infarto dopo lo scompenso cardiaco; si registra una maggiore incidenza di rottura di cuore dopo le prime 24 ore e nel sesso femminile; si ha una relativamente bassa incidenza globale (1.4%).
ER  -   
