TY  -  JOUR
AU  -  Masotti, Luca
AU  -  Ceccarelli, Elena
AU  -  Forconi, Sandro
AU  -  Cappelli, Roberto
T1  -  Aspetti diagnostici e terapeutici dell'embolia polmonare nel paziente anziano
PY  -  2003
Y1  -  2003-09-01
JO  -  Archivi - Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  Ital Heart J Suppl
VL  -  4
IS  -  9
SP  -  745
EP  -  754
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/13
N2  -  Razionale. L’embolia polmonare (EP) è una patologia sottostimata e spesso non diagnosticata nel paziente anziano per l’aspecificità e l’atipicità della presentazione clinica. Lo scopo del presente studio è stato quello di analizzare, retrospettivamente, gli aspetti clinici, strumentali e di laboratorio nel paziente anziano con sospetta EP, e di valutare l’applicazione della profilassi antitrombotica primaria, il trattamento antitrombotico della fase acuta e le sue complicazioni emorragiche nei pazienti con EP confermata.<BR>Materiali e metodi. È stato condotto uno studio osservazionale, retrospettivo, che ha preso in considerazione 118 pazienti > 65 anni ospedalizzati in un periodo di 5 anni (49 maschi e 69 femmine, età media 77.76 ± 7.17 anni), sottoposti a scintigrafia polmonare perfusionale per il sospetto clinico di EP. Gli aspetti clinici sintomatologici e semeiologici, strumentali (elettrocardiogramma, radiografia del torace, ecocardiogramma bidimensionale) e di laboratorio (D-dimero ed emogasanalisi) di 75 pazienti in cui l’EP era stata confermata alla scintigrafia polmonare (EP confermata-EPC) sono stati confrontati con quelli di 43 pazienti in cui l’EP era stata esclusa alla scintigrafia polmonare (EP non confermata- EPNC).<BR>Risultati. I sintomi dispnea e dolore toracico sono risultati significativamente più frequenti nel gruppo EPC. La tachicardia è risultata il segno clinico più frequente in entrambi i gruppi, senza differenze significative. Allettamento prolungato, insufficienza venosa, trombosi venosa profonda, obesità e stroke sono risultati i fattori di rischio per tromboembolismo venoso significativamente più frequenti nel gruppo EPC. Tachicardia sinusale, blocco di branca destro incompleto ed alterazioni del tratto ST-T sono risultati gli aspetti elettrocardiografici più frequenti in maniera significativa nei pazienti EPC. La presenza di cardiomegalia alla radiografia del torace è risultata l’unico reperto significativamente più frequente nel gruppo EPC; in questo gruppo all’ecocardiogramma sono stati evidenziati, con frequenza significativamente superiore, reperti compatibili con disfunzione acuta delle sezioni cardiache destre. I valori medi di D-dimero sono risultati significativamente più elevati nel gruppo EPC, ma in entrambi i gruppi i valori medi sono risultati > 500 microg/l. Nel gruppo EPC sono stati riscontrati all’emogasanalisi, ipossiemia ed iposaturazione arteriosa di ossigeno più severe e gradiente alveolo- arterioso di ossigeno più elevato rispetto al gruppo EPNC; non sono emerse differenze significative per quanto riguarda il reperto di alcalosi respiratoria. Nel gruppo EPNC le diagnosi di dimissione più frequenti sono risultate insufficienza cardiaca, cardiopatia ischemica e broncopneumopatia cronica riacutizzata. Il 12% dei pazienti EPC eseguiva corretta profilassi antitrombotica primaria. Nessuno dei pazienti è stato sottoposto a trombolisi. Il 70% dei pazienti EPC ha effettuato eparina sodica e.v. Si sono verificati 9 casi di sanguinamento, 6 minori e 3 maggiori, di cui 1 fatale in 1 paziente in trattamento con eparina calcica sottocute. Nessun caso di sanguinamento si è verificato in pazienti trattati con eparina a basso peso molecolare.<BR>Conclusioni. Il nostro studio, pur con le limitazioni proprie degli studi retrospettivi, mette in evidenza le difficoltà diagnostiche dell’EP nel paziente anziano dovute alla scarsa specificità della presentazione clinica, dei reperti strumentali e dei risultati di laboratorio. Nonostante, infatti, molti sintomi, segni clinici, reperti strumentali e dati di laboratorio siano più frequenti in maniera statisticamente significativa nei pazienti con EP, gli stessi sono in un’elevata percentuale di casi i dati più frequenti nei pazienti in cui l’EP è stata esclusa. Il nostro studio, inoltre, evidenzia la scarsa utilizzazione della profilassi antitrombotica primaria ed il rischio emorragico elevato della terapia eparinica in questa fascia di età.
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