TY  -  JOUR
AU  -  Scardi, Sabino
AU  -  Mazzone, Carmine
T1  -  Profilassi antitrombotica nei pazienti con disfunzione ventricolare: una revisione critica della letteratura e nuove prospettive
PY  -  2003
Y1  -  2003-03-01
JO  -  Archivi - Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  Ital Heart J Suppl
VL  -  4
IS  -  3
SP  -  201
EP  -  209
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/24
N2  -  Studi recenti suggeriscono che la disfunzione ventricolare sintomatica ed asintomatica sono gravate da un rischio annuale di ictus di circa l’1.2%. È possibile inoltre che molti decessi per morte improvvisa in questi pazienti siano secondari non ad aritmie ma ad episodi occlusivi vascolari.<BR>L’anticoagulazione può ridurre l’incidenza di embolie ma non è stato ancora ben chiarito se questa procedura è necessaria in tutti i pazienti con scompenso cardiaco anche se in ritmo sinusale. I risultati di alcuni piccoli studi prospettici ed osservazionali sono contrastanti.<BR>Attualmente questa terapia è indicata solo nei sottogruppi di pazienti ad alto rischio embolico: fibrillazione atriale, trombi mobili/protrudenti/irregolari, trombosi ventricolare acuta postinfartuale o storia di recente embolia sistemica o polmonare. Incerto è anche l’uso dell’acido acetilsalicilico per la prevenzione tromboembolica nei pazienti con disfunzione ventricolare.<BR>Siamo in attesa perciò dei risultati dei trial in corso quali il WATCH (Warfarin and Antiplatelet Therapy in Chronic Heart Failure) e il WARCEF (Warfarin Versus Aspirin in Reduced Ejection Fraction) e di quelli sui nuovi inibitori orali diretti della trombina (ximelagatran).<BR>È giunto il momento di conoscere per una patologia tanto diffusa, in quali casi è effettivamente necessaria una profilassi antitrombotica.
ER  -   
