TY  -  JOUR
AU  -  Rengo, Franco
AU  -  Leosco, Dario
AU  -  Iacovoni, Attilio
AU  -  Rengo, Giuseppe
AU  -  Golino, Luca
AU  -  Borgia, Francesco
AU  -  De Lisa, Gabriella
AU  -  Beneduce, Flora
AU  -  Senni, Michele
T1  -  Epidemiologia clinica e fattori di rischio per scompenso cardiaco nell'anziano
PY  -  2004
Y1  -  2004-12-01
JO  -  Archivi - Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  Ital Heart J Suppl
VL  -  5
IS  -  12
SP  -  9
EP  -  16
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/24
N2  -  Lo scompenso cardiaco nell’anziano può essere considerato tra le grandi “sindromi geriatriche” per la complessità dei quadri clinici che lo caratterizzano e per la frequente concomitanza di condizioni morbose associate ed alterazioni di differente gravità dello stato funzionale. È necessario sottolineare inoltre che, in uno scenario così articolato, la gravità del quadro clinico, che in età non geriatrica è legata esclusivamente al grado di compromissione anatomo-funzionale cardiaca ed ai relativi squilibri del compenso emodinamico, nell’anziano viene amplificata da un alterato standard biologico ed anatomo-funzionale età-correlato su cui si innesta la cardiopatia e da meccanismi a cascata che comportano l’inevitabile coinvolgimento e deterioramento di altri organi e apparati.<BR>Nonostante le recenti acquisizioni in tema di approccio clinico, diagnostico e terapeutico allo scompenso cardiaco, l’incidenza e la prevalenza di tale sindrome registrano un costante incremento. I dati epidemiologici indicano come lo scompenso cardiaco e le riacutizzazioni ad esso correlate rappresentino un problema rilevante del paziente in età geriatrica con marcate ripercussioni a livello socio-economico-sanitario. La mancanza di studi osservazionali di tipo prospettico spiega perché, attualmente, non disponiamo di informazioni adeguate sulle cause, cardiache ed extracardiache, responsabili di riacutizzazione dello scompenso cardiaco nell’anziano e che, secondo alcuni autori, risultano non identificabili in oltre il 40% dei casi. Di qui la necessità di studi osservazionali longitudinali, il cui obiettivo generale dovrà essere l’identificazione prospettica del rischio di riospedalizzazione, e dei fattori ad essa associati, di pazienti anziani affetti da scompenso cardiaco.
ER  -   
