TY  -  JOUR
AU  -  Marini, Massimiliano
AU  -  Arbustini, Eloisa
AU  -  Disertori, Marcello
T1  -  "Atrial standstill": una paralisi di competenza cardiologica
PY  -  2004
Y1  -  2004-09-01
JO  -  Archivi - Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  Ital Heart J Suppl
VL  -  5
IS  -  9
SP  -  681
EP  -  686
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/18
N2  -  La paralisi atriale è una malattia atriale aritmogena rara caratterizzata dall’assenza di attività elettrica e meccanica della parete atriale. Si distinguono due forme: transitoria e persistente. La forma persistente può essere idiopatica, sporadica o familiare, o secondaria a malattie cardiache o sistemiche con interessamento del miocardio. La forma idiopatica familiare sembra trasmettersi con modalità autosomica dominante a penetranza variabile.<BR>Attualmente ne sono descritti pochissimi casi. Si tratta di famiglie in cui gli affetti appartengono ad una singola generazione. In una di queste famiglie è stata recentemente documentata una mutazione del canale del sodio cardiaco (SCN5A-D1275N) che cosegregava con un raro genotipo di connessina 40.<BR>L’ECG di superficie è generalmente caratterizzato dall’assenza delle onde P ed il normale ritmo sinusale viene sostituito da un ritmo giunzionale bradicardico; tuttavia solo lo studio elettrofisiologico endocavitario è diagnostico. Cardiopalmo, sincope, episodi tromboembolici caratterizzano clinicamente la paralisi atriale, mentre dispnea e intolleranza allo sforzo sono direttamente proporzionali al grado di insufficienza mitralica caratteristica della paralisi atriale. La terapia farmacologica è limitata e comprende diuretici, vasodilatatori, anticoagulanti orali; nel corso della storia naturale della malattia si rende necessario l’impianto di un pacemaker per correggere la bradicardia non più sostenuta emodinamicamente.
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