TY  -  JOUR
AU  -  Ravera, Maura
AU  -  Paoletti, Ernesto
T1  -  Ipertensione arteriosa, dislipidemia e rischio cardiovascolare nella malattia renale cronica
PY  -  2004
Y1  -  2004-06-01
JO  -  Archivi - Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  Ital Heart J Suppl
VL  -  5
IS  -  6
SP  -  436
EP  -  444
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/07/18
N2  -  Le complicanze cardiovascolari rappresentano la principale causa di morbilità e di mortalità nel paziente affetto da malattia renale cronica (CKD). Recentemente è emerso che la presenza di CKD, caratterizzata negli stadi iniziali da aumentata escrezione urinaria di albumina e negli stadi più avanzati da riduzione del filtrato glomerulare, costituisce un fattore indipendente di rischio cardiovascolare.<BR>Le cause principali sono da ricercare nell’aumentata prevalenza dei fattori di rischio cardiovascolare tradizionali e nella progressiva comparsa di fattori non tradizionali, propri della CKD. In questa rassegna viene trattato in dettaglio il ruolo dell’ipertensione arteriosa e della dislipidemia nel determinare il rischio cardiovascolare nella CKD.<BR>L’analisi dei principali studi di intervento indirizzati a valutare l’efficacia della terapia antipertensiva e ipolipemizzante conferma che in tutti gli stadi della CKD il controllo della pressione arteriosa e il trattamento della dislipidemia sono associati a una riduzione dell’incidenza di mortalità e di eventi cardiovascolari maggiori. Pertanto secondo le recenti linee guida della National Kidney Foundation-Kidney Disease Outcomes Quality Initiative (NKF-K/DOQI) i pazienti affetti da CKD dovrebbero essere considerati nella categoria a rischio cardiovascolare più elevato. Per tali pazienti le linee guida della NKF-K/DOQI raccomandano uno stretto controllo dei valori pressori, l’inibizione del sistema renina-angiotensina e l’uso delle statine con l’obiettivo di valori di colesterolo LDL < 100 mg/dl.
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