TY  -  JOUR
AU  -  Colombo, Tiziano
AU  -  Pelenghi, Stefano
AU  -  Bruschi, Giuseppe
AU  -  Tarelli, Giuseppe
AU  -  Montorsi, Emanuela
AU  -  Merli, Mario
AU  -  Vitali, Ettore
T1  -  Comorbilità nella rivascolarizzazione miocardica chirurgica: fattori di rischio, controindicazioni
PY  -  2004
Y1  -  2004-05-01
JO  -  Archivi - Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  Ital Heart J Suppl
VL  -  5
IS  -  5
SP  -  376
EP  -  381
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/16
N2  -  Razionale. L’evoluzione della popolazione dei pazienti sottoposti a rivascolarizzazione miocardica chirurgica rende difficile la stratificazione del rischio preoperatorio, la corretta interpretazione dei risultati ottenuti (in termini di morbilità e mortalità), il confronto delle casistiche riportate da diversi Centri. Scopo dello studio è stato valutare all’interno della nostra casistica se la comorbilità nel bypass aortocoronarico sia semplicemente fattore di rischio o possa divenire addirittura controindicazione all’intervento.<BR>Materiali e metodi. Sono state valutate le caratteristiche di morbilità preoperatoria di 4999 pazienti sottoposti ad intervento di bypass aortocoronarico suddivisi in quattro distinti periodi (1979-1980, 1991-1992, 1994- 1998, 1999-2002) valutandone i risultati ospedalieri.<BR>Risultati. Confrontando i quattro distinti periodi sono sempre più andati aumentando l’età, i pazienti di sesso femminile, la concomitanza di patologie associate extracardiache, la patologia coronarica trivascolare e la severità della disfunzione ventricolare sinistra. La mortalità operatoria è andata riducendosi sino al 2.3%. All’analisi multivariata dell’ultimo periodo considerato (1999-2002) solo l’insufficienza renale è risultata fattore di rischio di mortalità ospedaliera.<BR>Conclusioni. Ad un incremento del rischio preoperatorio si accompagna una riduzione della mortalità ospedaliera grazie alle nuove tecniche ed approcci cardiochirurgici e all’aumentata capacità gestionale perioperatoria. La valutazione del peso prognostico a distanza della comorbilità indipendentemente dall’intervento di rivascolarizzazione miocardica è fondamentale per un corretto processo decisionale.
ER  -   
