TY  -  JOUR
AU  -  Iarussi, Diana
AU  -  Martino, Vincenzo
AU  -  Iacono, Carola
AU  -  Indolfi, Paolo
AU  -  Muto, Roberto
AU  -  Calabrò, Raffaele
T1  -  Scompenso cardiaco biventricolare in soggetto trattato nell'infanzia con antracicline: non sempre la disfunzione miocardica ne è la causa
PY  -  2004
Y1  -  2004-04-01
JO  -  Archivi - Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  Ital Heart J Suppl
VL  -  5
IS  -  4
SP  -  294
EP  -  297
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/24
N2  -  Le antracicline, efficaci nel trattamento di un largo spettro di neoplasie contratte nell’infanzia, sono cardiotossiche e possono causare uno scompenso cardiaco congestizio anche a distanza di molti anni dal completamento della terapia. È ormai dimostrato che lievi anormalità cardiache possono progredire verso un danno cardiaco permanente fino alla comparsa di una cardiomiopatia dilatativa e più tardivamente di uno scompenso cardiaco congestizio. Ci sono alcuni fattori precipitanti che portano all’improvvisa comparsa della sintomatologia, quali l’aumento del precarico (gravidanza, ritenzione di sodio e di acqua, insufficienza renale) o del postcarico (pubertà, sport isometrico, ipertensione arteriosa). È qui descritto il caso di un giovane paziente, trattato nell’infanzia con doxorubicina (dose media cumulativa 420 mg/m2) per la presenza di un rabdomiosarcoma pelvico, che presentò uno scompenso congestizio in seguito ad embolia polmonare. Già 4 anni prima del ricovero era presente un assottigliamento ed una riduzione della funzione di pompa del ventricolo sinistro per cui era stato iniziato il trattamento con un ACE-inibitore. L’ischemia miocardica, che si verifica nell’embolia polmonare, ha probabilmente peggiorato la funzione ventricolare sinistra già alterata e quindi precipitato la comparsa dello scompenso cardiaco. Nel nostro paziente la terapia con ACE-inibitore non ha prevenuto la comparsa di insufficienza ventricolare sinistra.
ER  -   
