TY  -  JOUR
AU  -  Ceconi, Claudio
AU  -  Mastrorilli, Francesca
AU  -  Squasi, Paolo A.M.
AU  -  Gaitani, Stavroula
AU  -  Guardigli, Gabriele
AU  -  Ferrari, Roberto
T1  -  L'utilità degli inibitori dell'enzima di conversione dell'angiotensina nella prevenzione secondaria
PY  -  2005
Y1  -  2005-12-01
JO  -  Archivi - Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  Ital Heart J Suppl
VL  -  6
IS  -  12
SP  -  5
EP  -  13
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/02
N2  -  In questa rassegna viene analizzato il razionale scientifico e fisiopatologico alla base degli effetti protettivi degli inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina (ACE-inibitori) e vengono discusse le evidenze dei recenti trial clinici randomizzati di prevenzione secondaria della cardiopatia ischemica.<BR>Gli ACE-inibitori riducono la degradazione della bradichinina, svolgono azione antischemica ed antiaterogena, sono in grado di modulare i processi trombotici e l’aggregazione piastrinica, migliorano la funzione endoteliale ed i processi di rimodellamento vascolare e hanno proprietà antinfiammatoria.<BR>Precedenti trial clinici hanno dimostrato che gli ACE-inibitori riducono gli eventi cardiovascolari in pazienti con scompenso cardiaco o disfunzione ventricolare sinistra. Queste evidenze sono state recentemente riscontrate anche in popolazioni a basso rischio cardiovascolare e senza segni di scompenso cardiaco impiegando ACE-inibitori con alta affinità tissutale, ovverosia per quei composti con più elevata attività antiaterosclerotica.<BR>Il ruolo degli ACE-inibitori lipofili nella protezione cardiovascolare, come perindopril e ramipril, è stato dimostrato chiaramente, pertanto questi dovrebbero essere impiegati routinariamente in prevenzione secondaria, al pari dell’aspirina, dei betabloccanti e delle statine.
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