TY  -  JOUR
AU  -  Olivari, Zoran
AU  -  Corbara, Federico
AU  -  Rossi, Leone
AU  -  Iavernaro, Antonio
AU  -  Pasquetto, Giampaolo
AU  -  Neri, Riccardo
AU  -  Zuin, Guerrino
AU  -  Giujusa, Totò
AU  -  La Vecchia, Luigi
AU  -  Ramondo, Angelo
AU  -  Brocco, Stefano
AU  -  Schievano, Elena
AU  -  Di Pede, Francesco
AU  -  per i Ricercatori del Registro VENERE
T1  -  Epidemiologia ospedaliera dell'infarto miocardico acuto con sopraslivellamento del tratto ST ed applicabilità dell'angioplastica primaria nel contesto di rete interospedaliera: studio prospettico osservazionale e multicentrico VENERE (VENEto acute myocardial infarction REgistry)
PY  -  2005
Y1  -  2005-12-01
JO  -  Archivi - Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  Ital Heart J Suppl
VL  -  6
IS  -  12
SP  -  57
EP  -  64
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/06/29
N2  -  Razionale. L’angioplastica primaria (pPCI) è il trattamento riperfusivo più efficace in corso di infarto miocardico acuto con sopraslivellamento del tratto ST (STEMI), ma la sua applicabilità è condizionata da aspetti logistici ed organizzativi. Scopo di questo studio è stato di valutare a) i fabbisogni delle terapie riperfusive e b) l’applicabilità della pPCI nel contesto delle raccomandazioni delle linee guida vigenti, nella Regione Veneto.<BR>Materiali e metodi. Con l’intento di indirizzare i pazienti con STEMI ad alto rischio alla pPCI, indipendentemente dalla tipologia dell’ospedale di primo accoglimento, un singolo protocollo diagnostico-terapeutico è stato condiviso fra i responsabili delle strutture cardiologiche venete. I dati di tutti i pazienti con STEMI sono stati prospetticamente raccolti e successivamente sottoposti ad una verifica indipendente mediante il confronto con i dati amministrativi.<BR>Risultati. Nei 28 ospedali partecipanti in 6 mesi sono stati arruolati 1160 pazienti consecutivi con STEMI: 999 con sintomi esorditi < 12 ore dalla diagnosi e fra questi 582 presentavano almeno una caratteristica di alto rischio. In base ai dati raccolti, si può stimare che 697 pazienti per milione di abitanti/anno vengono ammessi nei reparti cardiologici con la diagnosi all’ingresso di STEMI. La strategia della coronarografia urgente seguita da eventuale PCI è stata attuata in 52.3% dei pazienti eleggibili: in 55.8 e 47.5% dei pazienti ad alto o basso rischio e da 17.1 a 75.1% dei pazienti a seconda della tipologia dell’ospedale di primo accoglimento. La ricanalizzazione con pPCI è stata ottenuta entro 90 min dalla diagnosi nel 70% dei pazienti trattati in sede e nel 32% di quelli trasferiti.<BR>Conclusioni. Il numero dei pazienti con STEMI eleggibili alle terapie riperfusive è minore rispetto alle stime precedenti. Nonostante l’esistenza di un protocollo condiviso, l’utilizzo della pPCI è risultato principalmente correlato alla tipologia dell’ospedale di primo accoglimento. La pPCI, eseguita secondo le raccomandazioni delle linee guida, appare applicabile per i pazienti ricoverati in ospedali interventistici attivi 24/24 ore, mentre il suo utilizzo in pazienti che necessitano di trasferimento dovrà comportare una modifica dei percorsi organizzativi e/o dei protocolli terapeutici.
ER  -   
