TY  -  JOUR
AU  -  Ronconi, Vanessa
AU  -  Giacchetti, Gilberta
AU  -  Boscaro, Marco
T1  -  Endocrinologia dell'aldosterone
PY  -  2005
Y1  -  2005-02-01
JO  -  Archivi - Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  Ital Heart J Suppl
VL  -  6
IS  -  2
SP  -  5
EP  -  15
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/23
N2  -  L’aldosterone è il principale ormone mineralcorticoide prodotto dalle cellule della zona glomerulosa della corteccia surrenalica. La sua sintesi è primariamente sotto il controllo del sistema renina-angiotensina e, in minor misura, dei livelli sierici di potassio, sodio, ormone adrenocorticotropo e dopamina.<BR>L’aldosterone, al pari di altri ormoni corticosteroidei, agisce legandosi ad un recettore intracellulare che, traslocando nel nucleo, induce la trascrizione di specifici geni, i quali codificano per proteine coinvolte nell’omeostasi cardiovascolare, regolando il tono vasale, l’attività del sistema nervoso simpatico e il bilancio idroelettrolitico a livello di tessuti epiteliali. Classici tessuti bersaglio di tale ormone sono infatti il rene, il colon, le ghiandole sudoripare e le ghiandole salivari.<BR>Accanto a tali effetti genomici, che implicano quindi un’azione diretta sul DNA, sono stati recentemente descritti effetti rapidi e non genomici dell’aldosterone, che si esplicano sia in tessuti epiteliali, ma più specificatamente in tessuti e strutture non epiteliali di cuore, vasi e rene. A tale livello l’aldosterone contribuisce allo sviluppo di fibrosi cardiaca, ipertrofia miocardica, scompenso cardiaco congestizio, ed aritmie; altri effetti deleteri dell’aldosterone includono rimodellamento vascolare, disfunzione endoteliale, lesioni infiammatorie perivascolari, fibrosi e progressiva perdita della funzione renale. Infine, recenti evidenze hanno prospettato possibili implicazioni dell’eccesso di aldosterone nello sviluppo di alterazioni metaboliche, come evidenziato in pazienti affetti da iperaldosteronismo primario.<BR>Sulla base di tali evidenze, appare quindi chiaro il ruolo patogenetico svolto dall’aldosterone nello sviluppo di patologie cardiovascolari e il razionale della terapia con farmaci antagonisti dei recettori dei mineralcorticoidi nella prevenzione primaria e secondaria delle complicanze ad esse correlate.
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