TY  -  JOUR
AU  -  Speziale, Giuseppe
AU  -  Bonifazi, Raffaele
AU  -  Cavagnaro, Paolo
AU  -  Di Gregorio, Omar
AU  -  Pasquè, Achille
AU  -  Zanardi, Sabrina
AU  -  Ravera, Gianbattista
AU  -  Marini, Maurizio
AU  -  Coppola, Roberto
T1  -  Vantaggi di un approccio multidimensionale personalizzato al paziente anziano sottoposto a chirurgia cardiaca: risultati a breve e lungo termine su 193 pazienti
PY  -  2005
Y1  -  2005-10-01
JO  -  Archivi - Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  Ital Heart J Suppl
VL  -  6
IS  -  10
SP  -  674
EP  -  681
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/17
N2  -  Razionale. L’anziano ospedalizzato e sottoposto ad intervento cardiochirurgico è spesso soggetto a declino funzionale. Un cambiamento nel modo di erogare l’assistenza durante il ricovero può aiutare il paziente anziano nel mantenimento dell’integrità funzionale. Scopo dello studio è stato di valutare caratteristiche e risultati di un approccio interdisciplinare multidimensionale di tipo geriatrico rivolto a pazienti ultraottantenni sottoposti ad intervento cardiochirurgico.<BR>Materiali e metodi. Tra il 1998 ed il 2004, 193 pazienti cardiochirurgici ottuagenari hanno ricevuto un trattamento ospedaliero di tipo individualizzato e multidimensionale composto da: ambiente specificatamente concepito, sistema di cura incentrato sul paziente, piano di dimissione personalizzato, approccio interdisciplinare.<BR>Risultati. Il follow-up medio è stato di 26.4 mesi, completo al 100%. Per quanto concerne la mortalità ospedaliera, l’incidenza di complicanze maggiori e la degenza > 14 giorni sono state: rivascolarizzazione miocardica (CABG) 4 (4.4%), 3 (3.3%), 6 (6.4%); sostituzione valvolare aortica (SVA) 1 (2.5%), 3 (7.5%), 2 (5%); SVA + CABG 1 (2.9%), 2 (5.8%), 4 (11.7%); sostituzione valvolare mitralica (SVM) + CABG 2 (18.1%), 2 (18.1%), 3 (27.2%); SVM 0 (0%), 0 (0%), 1 (12.5%). Fattori predittivi di mortalità ospedaliera sono stati: classe NYHA, procedure d’emergenza, tempi prolungati di circolazione extracorporea e clampaggio aortico, procedure combinate di CABG e SVM. La sopravvivenza globale a 6 anni è stata dell’89.7%. Sono risultate associate alla mortalità a lungo termine: procedure d’emergenza e procedure combinate di CABG e SVM. Il 95.7% dei pazienti al momento del follow-up era autonomo, il 64% effettuava moderata attività fisica, il 70% dichiarava buone qualità di vita e relazioni sociali; la terapia farmacologica era ridotta nel 29.3% dei casi.<BR>Conclusioni. Un approccio individualizzato e multidimensionale al paziente ultraottantenne sottoposto a chirurgia cardiaca sembra assicurare eccellenti risultati clinici e vantaggi sulla qualità di vita, anche a distanza dall’intervento chirurgico.
ER  -   
