TY  -  JOUR
AU  -  Losano, Gianni
AU  -  Penna, Claudia
AU  -  Cappello, Sandra
AU  -  Pagliaro, Pasquale
T1  -  Azione dell'apelina e del recettore APJ sulla contrattilità miocardica e sul tono vasomotore
PY  -  2005
Y1  -  2005-05-01
JO  -  Archivi - Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  Ital Heart J Suppl
VL  -  6
IS  -  5
SP  -  272
EP  -  278
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/06/24
N2  -  L’apelina è un peptide endogeno che si può legare al recettore APJ. Riconosciuta inizialmente come presente nell’apparato gastroenterico, è in seguito risultata essere prodotta da vari organi e tessuti, tra i quali il sistema nervoso e l’apparato cardiovascolare. A carico di quest’ultimo apparato l’apelina esercita un’azione inotropa positiva sul cuore e un’azione dilatatrice sui vasi. Mentre l’azione inotropa positiva sembra dipendere da un’attivazione degli scambiatori Na+/H+ e Na+/Ca2+, l’azione vasodilatatrice viene attribuita ad un rilascio di NO possibilmente da parte degli endoteli vascolari.<BR>La vasodilatazione da apelina causa una riduzione della pressione di riempimento del sistema cardiovascolare e, conseguentemente, sia del postcarico che del precarico. Nei modelli sperimentali sottoposti a somministrazione acuta del peptide, la riduzione del precarico determina una tendenza alla diminuzione della gettata sistolica e della gettata cardiaca pur in presenza di un’aumentata contrattilità, mentre in quelli sottoposti a somministrazione cronica protratta per 2 settimane la gettata cardiaca è risultata significativamente aumentata. Nel caso della somministrazione cronica inoltre non è stata osservata ipertrofia. Non è esclusa tuttavia la possibilità che l’ipertrofia possa comparire dopo una somministrazione di maggiore durata.
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