TY  -  JOUR
AU  -  Perucca, Antonello
AU  -  Zanetta, Marco
AU  -  Maffè, Stefano
AU  -  Vegis, Daniela
AU  -  Paino, Annamaria
AU  -  Dellavesa, Pierfranco
AU  -  Franchetti Pardo, Nicolò
AU  -  Paffoni, Paola
AU  -  Zenone, Franco
AU  -  Bielli, Massimo
AU  -  Iraghi, Gabriele
AU  -  Parravicini, Umberto
AU  -  a nome dei Centri di Impianto Pacemaker della Sezione Regionale AIAC di Piemonte e Valle d'Aosta
T1  -  Il decubito tardivo della tasca pacemaker o defibrillatore impiantabile: indagine epidemiologica di tre anni in Piemonte-Valle d'Aosta
PY  -  2005
Y1  -  2005-03-01
JO  -  Archivi - Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  Ital Heart J Suppl
VL  -  6
IS  -  3
SP  -  157
EP  -  164
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/03/11
N2  -  Razionale. Il decubito della tasca pacemaker o cardioverter- defibrillatore impiantabile (ICD) risulta una complicanza di alto rilievo clinico con un’incidenza media molto variabile in letteratura; tale complicanza si può associare a segni di infezione locale e/o sistemica ed essere dunque temibile.<BR>Materiali e metodi. Abbiamo effettuato una raccolta dati di tipo retrospettivo presso tutti i centri del Piemonte e Valle d’Aosta nel corso delle riunioni regionali AIAC, riguardo al triennio 1996-1998, mediante l’invio di un modulo prestampato utile alla rilevazione dei dati clinici salienti dei singoli casi di decubito.<BR>Risultati. Su 26 centri contattati, abbiamo ottenuto risposta da 21 (81%); nel triennio sono stati effettuati 7793 impianti e/o sostituzioni pacemaker e sono stati segnalati nel successivo follow-up di almeno 36 mesi, 100 casi di decubito della tasca con un’incidenza globale dell’1.28% (range 0-3.1%); per quanto riguarda l’impianto di ICD non vengono segnalati casi di decubito nei 289 impianti effettuati (in 13 centri). Non si sono documentate differenze statisticamente significative nell’incidenza di decubiti considerando i seguenti fattori: esperienza dell’operatore, tipo di sala utilizzata, tipo di antibioticoterapia effettuata (locale o sistemica); rispetto alla comparsa temporale la maggior parte dei decubiti (75% circa) compare nei primi 24 mesi dopo l’ultimo trattamento chirurgico; sono comunque presenti casi di decubito che si manifestano anche dopo 3- 4 anni di follow-up.<BR>Conclusioni. Tale indagine retrospettiva ci ha permesso di avere una fotografia reale di quanto avviene nella nostra regione anche per quanto riguarda l’atteggiamento terapeutico di tale complicanza; riteniamo che tale indagine sia stata molto importante per permettere a tutti gli operatori di sapere cosa avviene negli altri centri e di avviare, se necessario, un controllo di qualità interno per ridurre al minimo tale complicanza.
ER  -   
