TY  -  JOUR
AU  -  Ugo, Fabrizio
AU  -  Solinas, Emilia
AU  -  Ardissino, Diego
T1  -  La rivascolarizzazione coronarica multivasale. Quando la rivascolarizzazione incompleta può rappresentare un'opzione terapeutica
PY  -  2006
Y1  -  2006-04-01
DO  -  10.1714/708.8091
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  7
IS  -  4
SP  -  36
EP  -  46
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/17
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/708.8091
N2  -  La dimostrazione scientifica che la prognosi dei pazienti con cardiopatia ischemica, sottoposta a rivascolarizzazione chirurgica o percutanea, è sostanzialmente simile, ha spinto i cardiologi interventisti a ricercare una sempre maggiore “aggressività” nella rivascolarizzazione percutanea dei pazienti con coronaropatia multivasale.<BR>Un settore che richiede ancora forti investimenti di ricerca è quello della modalità di trattamento della coronaropatia multivasale. Se sia preferibile una sola procedura che affronti la rivascolarizzazione di più arterie coronarie o la rivascolarizzazione di una lesione alla volta è ancora oggetto di ampia discussione. Finché non ci saranno dati metodologicamente corretti e raccolti in una serie sufficientemente ampia che valutino l’efficacia e la sicurezza di una singola procedura su diversi vasi o più procedure su singolo vaso, il giudizio dell’emodinamista e la sua esperienza resteranno i fattori principali che influenzeranno la scelta. Sarebbe sbagliato considerare la patologia coronarica multivasale come una patologia a sé e che necessiti di una ben precisa terapia.<BR>La strategia di rivascolarizzazione va ben calibrata sul paziente che ci si trova a studiare e deve essere, quindi, considerata in un contesto più ampio che non può prescindere da alcune considerazioni legate alla presentazione clinica (paziente stabile o paziente instabile), al rischio cardiovascolare del soggetto, alla presenza di comorbilità, al rischio periprocedurale che occorre in un paziente sottoposto ad una procedura lunga, indaginosa su più vasi.<BR>Infatti, mentre per i pazienti che si presentano con infarto miocardico acuto una rivascolarizzazione completa delle lesioni non colpevoli rappresenta una controindicazione, per i pazienti con sindrome coronarica acuta o coronaropatia stabile si lascia molto spazio all’operatore che sulla scorta delle considerazioni precedenti decide, valutando il rapporto costo-beneficio, il migliore approccio terapeutico per quel paziente.
ER  -   
