TY  -  JOUR
AU  -  Puccio, Danilo
AU  -  Montalto, Salvatore
AU  -  Valerio, Maria Carmela
AU  -  Ventimiglia, Angelo
AU  -  Caronia, Alessandra
AU  -  Novo, Salvatore
T1  -  L'impiego clinico di una nuova classe di farmaci anticoagulanti: gli inibitori diretti della trombina
PY  -  2006
Y1  -  2006-11-01
DO  -  10.1714/703.8060
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  7
IS  -  11
SP  -  739
EP  -  746
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/16
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/703.8060
N2  -  Nella trombosi arteriosa e venosa un ruolo di primissimo piano è rivestito dal sistema coagulativo e, particolarmente, dalla trombina; risulta, pertanto, evidente come un’ottima strategia di prevenzione e/o di trattamento della patologia trombotica consista proprio nella specifica inattivazione della molecola trombinica. Gli inibitori diretti della trombina rappresentano una nuova classe di farmaci anticoagulanti, capaci di interagire direttamente con la trombina inibendo il suo legame con il fibrinogeno. Queste nuove sostanze sono l’irudina ricombinante (lepirudina e desirudina), la bivalirudina, il melagatran/ximelagratran (metabolita attivo e profarmaco rispettivamente), l’argotraban e il dabigatran.<BR>Tali farmaci presentano numerosi vantaggi rispetto agli altri anticoagulanti e qualcuno di essi, grazie a particolari caratteristiche farmacocinetiche e farmacodinamiche, possiede delle potenzialità di impiego che potrebbero sovvertire l’attuale gestione terapeutica della profilassi tromboembolica. Numerosi trial clinici hanno valutato l’efficacia e la sicurezza di questi farmaci nella prevenzione e nel trattamento della patologia trombotica sia arteriosa sia venosa, tuttavia ad oggi la maggior parte di essi, presenta soltanto poche indicazioni cliniche validate.
ER  -   
