TY  -  JOUR
AU  -  Casalino, Stefano
AU  -  Lanzillo, Guido
AU  -  Mangia, Fabio
AU  -  Stelian, Edmond
AU  -  Sozio, Carlo
AU  -  Cerin, Gheorghe
AU  -  Tesler, Ugo Filippo
AU  -  Diena, Marco
T1  -  Sostituzione valvolare aortica in due pazienti ottuagenari coscienti senza intubazione tracheale in anestesia peridurale toracica
PY  -  2006
Y1  -  2006-09-01
DO  -  10.1714/701.8045
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  7
IS  -  9
SP  -  646
EP  -  650
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/21
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/701.8045
N2  -  L’età avanzata in pazienti con patologie associate alla malattia cardiaca determina un incremento di complicanze e di mortalità perioperatoria in cardiochirurgia. Pertanto si ricercano tecniche chirurgiche e anestesiologiche che limitino la compromissione della fisiologia del paziente. L’anestesia peridurale toracica alta (HTEA) può essere una delle risposte anestesiologiche a questa esigenza. In cardiochirurgia i potenziali benefici della HTEA includono il precoce recupero della coscienza e della respirazione spontanea, la stabilità emodinamica, una migliore analgesia, un miglioramento della funzione polmonare. Tale tecnica permette inoltre di poter effettuare l’intervento cardiochirurgico con il paziente sveglio e cosciente. Abbiamo utilizzato la HTEA in 2 pazienti ultraottantenni sottoposti a sostituzione valvolare aortica. I 2 pazienti presentavano un’indicazione chirurgica assoluta e condizioni preoperatorie estremamente critiche. La tecnica dell’anestesia peridurale senza intubazione ha permesso di non somministrare alcun anestetico generale, di valutare le funzioni cognitive, di non alterare la ventilazione polmonare, di mantenere le fisiologiche pressioni intrapolmonari evitando la pressione positiva del ventilatore meccanico; inoltre ha consentito di mantenere gli effetti positivi della circolazione polmonare. Riteniamo che la possibilità di non interferire con una intubazione tracheale e di monitorare la funzione cerebrale abbia ridotto l’elevato rischio chirurgico.
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