TY  -  JOUR
AU  -  Fundarò, Pino
AU  -  Tartara, Paolo
AU  -  Villa, Emmanuel
AU  -  Trunfio, Salvatore
AU  -  Campisi, Salvatore
AU  -  Pelenghi, Stefano
AU  -  Tarelli, Giuseppe
AU  -  Vitali, Ettore
T1  -  Trattamento della cardiopatia ischemica nei centri cardiochirurgici italiani. Risultati di una indagine conoscitiva
PY  -  2006
Y1  -  2006-09-01
DO  -  10.1714/701.8040
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  7
IS  -  9
SP  -  618
EP  -  625
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/21
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/701.8040
N2  -  Razionale. La revisione dei percorsi diagnostico-terapeutici e la verifica della loro appropriatezza è la base per il conseguimento ed il mantenimento di elevati standard terapeutici. È stata condotta una indagine conoscitiva nazionale allo scopo di verificare, relativamente alla cardiopatia ischemica, omogeneità e discordanze fra i diversi centri cardiochirurgici nelle strategie diagnostico- terapeutiche della pratica clinica di tutti i giorni.<BR>Materiali e metodi. Ad 87 unità cardiochirurgiche italiane è stato inviato un questionario con 6 domande inerenti al profilo generale dell’attività dei singoli centri ed altre 15 domande inerenti alle seguenti aree di interesse: a) la rivascolarizzazione coronarica; b) il trattamento dell’insufficienza mitralica ischemica; c) le procedure di ricostruzione del ventricolo sinistro; d) l’assistenza circolatoria meccanica e il trapianto cardiaco.<BR>Risultati. Sono pervenuti 41 questionari (47.1%) correttamente compilati, dall’analisi dei quali sono emerse discordanze tra i centri riguardanti la scelta di tecniche e condotti nella rivascolarizzazione miocardica; la propensione al trattamento chirurgico dell’insufficienza mitralica ischemica, di grado moderato, associata a severa disfunzione del ventricolo sinistro; la scelta del trattamento migliore in presenza di estesi territori cicatriziali postinfartuali; l’approccio terapeutico all’insufficienza cardiaca estrema. Tali discordanze sono risultate talvolta legate alla tipologia specifica del centro (per volume di attività e disponibilità di trapianto).<BR>Conclusioni. Studi come quello presentato possono servire ad evidenziare discordanze di indirizzi nelle scelte delle strategie chirurgiche dei vari centri. È auspicabile un’assidua monitorizzazione dei percorsi diagnostico-terapeutici al fine di consentire: a) la tempestiva individuazione di aree di criticità che necessitino di revisione; b) la standardizzazione dei criteri di scelta; c) il raggiungimento di elevati livelli di appropriatezza di cura in ogni singolo centro.
ER  -   
